14° congresso Nazionale. Ordine del giorno conclusivo

19 tavolo presidenza

14° Congresso Nazionale -  17 – 18 – 19 aprile 2015 -  LIVORNO - ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO

 

  1. Il XIV Congresso Nazionale dell’Unione Inquilini approva il documento di tesi e quello organizzativo posti a base della discussione. Tali documenti rappresentano le linee strategiche e indicano la prospettiva dell’Unione Inquilini per i prossimi anni. La loro ispirazione è quella di una proposta complessiva e radicale per affrontare i nodi strategici della sofferenza abitativa in Italia, prodotta da oltre un ventennio di politiche neoliberiste di privatizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di liberalizzazione dei canoni, di una legislazione di vantaggio a favore della rendita immobiliare e fondiaria parassitaria, vera zavorra per il futuro del Paese.

 

  1. Serve un vero piano casa, che affronti in modo strutturale la questione della carenza di alloggi a canone sociale e calmierato (a partire dalle 700 mila istanze per una casa popolare oggi inevase dai comuni). Serve realizzare, in un arco temporale adeguato, 1 milione di alloggi sociali. Ciò è possibile senza ulteriore cementificazione e fermando la corsa scellerata al consumo di suolo, attraverso il recupero e il  riuso del patrimonio immobiliare vuoto e in disuso, spesso lasciato al degrado, in particolare quello pubblico, a partire dal demanio civile e militare. Un piano non centralizzato o statalista, fondato sul sistema delle autonomie e con un forte protagonismo sociale e dal basso. I soldi ci sono: si cominci finalmente a toccare la rendita parassitaria, eliminando la legislazione fiscale di vantaggio di cui assurdamente gode (come la cedolare secca sul libero mercato), ripristinando la normativa di contrasto al canone nero, fondata sul conflitto di interessi, penalizzando fortemente il patrimonio sfitto. Dentro questa cornice generale, vogliamo iscrivere le mille vertenze territoriali, le occupazioni per chiedere l’autorecupero a fini abitativi del patrimonio abbandonato.

 

  1. Per battere gli sfratti vanno abbassati gli affitti, sconfiggendo così la piaga crescente della morosità, responsabile ormai del 90% dei nuovi sfratti che si emettono (400 mila negli ultimi 6 anni). Il libero mercato ha fallito: non solo ha creato fortissime disuguaglianze, ha aggravato tutte le contraddizioni che causano la sofferenza abitativa. Chiediamo l’abolizione del libero mercato degli affitti per un nuovo “canone equo” e la fissazione del livello dei canoni attraverso un parametro oggettivo che li renda compatibili con i redditi popolari. Per l’immediato lanciamo una vertenza nazionale, articolata nei territori, per una rivisitazione degli accordi territoriali che abbassino gli affitti in relazione alla recessione di questi anni e agli interventi che hanno ridotto la cedolare secca sul canale contrattuale cosiddetto agevolato. La politica di vantaggio fiscale a favore della proprietà, infatti, deve essere sempre legata ad una effettiva riduzione dei canoni.

 

  1. La nostra critica al governo sulle politiche per la casa è radicale. Questo giudizio parte dalla valutazione concreta delle misure che il governo ha assunto nel comparto abitativo,  a partire dalla legge 80 del 2014 (il cosiddetto Piano Casa Lupi), per giungere al progetto di vendere all’asta le case popolari e all’ultima vergognosa decisione di rifiutare la sospensione degli sfratti per finita locazione ai danni delle famiglie con redditi bassi e pesantissime fragilità per il 2015. Contro questi provvedimenti, siamo stati protagonisti di lotte molto determinate che hanno anche prodotto risultati importanti, riuscendo, per esempio, a bloccare sostanzialmente il progetto della vendita all’asta dell’ERP, a introdurre una norma di salvaguardia per coloro che avevano denunciato il canone nero, rimasti scoperti dalla sentenza della Corte Costituzionale, imponendo alla fine un intervento di temporaneo blocco fino a giugno degli sfratti per finita locazione ai danni delle famiglie più disagiate. Per i suddetti motivi, non rimpiangiamo il Ministro Lupi, costretto alle dimissioni da Ministro delle Infrastrutture e giudichiamo in maniera pessima la sua gestione.

 

  1. Chiediamo al governo una svolta. La partecipazione del Viceministro Nencini ai lavori del nostro congresso è frutto sicuramente  della credibilità politica crescente dell’Unione Inquilini e rappresenta altresì un segnale di disponibilità all’ascolto. Chiediamo, però, fatti concreti e immediati, che diano almeno il senso dell’avvio di una inversione di rotta. Due in particolare: si fermi la corsa folle del treno degli sfratti, a partire dalla prossima imminente scadenza di fine giugno di quelli ai danni delle famiglie con gravi difficoltà; si avvii e realizzi in tempi stringenti il previsto piano di recupero degli alloggi popolari, oggi non assegnati in quanto inagibili (circa 40 mila in Italia). Su questi due primi segnali per una inversione di segno nelle politiche abitative, lanceremo nei prossimi giorni una forte offensiva.

 

 

  1. Vogliamo promuovere una coalizione per il diritto alla casa molteplice ed articolata, senza preclusioni, senza steccati, senza gerarchie. Movimenti, comitati locali, associazioni, sindacati, esperienze progressive delle amministrazioni locali, ognuno mantenendo la propria autonomia, la propria diversità, i propri linguaggi e forme di lotta, possono mettersi in rete e condividere uno spazio pubblico comune. Le nostre apertura e azione unitaria sono a disposizione di questo progetto al fine di un salto di qualità che aggreghi la massa critica necessaria per proporsi di misurarsi veramente con il tema arduo della costruzione di una nuova politica abitativa.

 

  1. In questa prospettiva, cogliamo positivamente la proposta della FIOM di costruire una coalizione sociale e a quel percorso intendiamo partecipare, portando i contenuti del diritto alla casa e all’abitare e le nostre pratiche sociali. Nei picchetti anti sfratto, nelle occupazioni per chiedere riconversione di stabili degradati in abitazioni sociali, nelle vertenze territoriali, realizziamo già esperienze concrete e fattive di “coalizione sociale”. Lo facciamo con la campagna sfratti zero, che mette in rete esperienze molteplici che si esprimono nelle varie aree metropolitane e città del nostro Paese. Per noi, la coalizione sociale deve essere una rete, senza gerarchie, con il riconoscimento della pari dignità delle pratiche sociali, che si fonda sulle lotte e sulla partecipazione, radicata nei territori e  che si mette alla prova sulla ricerca e sperimentazione di risposte concrete alla sofferenza sociale. Noi siamo convinti che questo percorso, tanto più sarà “sociale”, ovvero crescerà dal basso, dalle lotte e dalle esperienze, tanto più sarà “coalizione”.

 

  1. Siamo e vogliamo rimanere nella CUB. L’Unione Inquilini è una delle organizzazioni sindacali che partecipa del patto federativo tra diverse realtà del mondo del lavoro nella Confederazione Unitaria di Base. Essere nella CUB, tra l’altro, ci fornisce occasioni fondamentali nella condivisione di spazi e implementazione reciproca di strumenti utili all’autofinanziamento e al contatto con i cittadini, come il CAF. Queste esperienze, cresciute negli ultimi anni, devono essere generalizzate ovunque possibile. Dobbiamo e vogliamo ancora di più connettere le iniziative con la CUB nel suo complesso e con le singole organizzazioni che la compongono. Dobbiamo vivere la confederalità non come una aggiunta ma come un tratto distintivo del nostro profilo e della consapevolezza politica della connessione tra il tema del lavoro, dei diritti sindacali, della democrazia partecipata e quelli del diritto alla casa.

 

  1. Rilanciamo il 10 ottobre sfratti zero come un appuntamento di lotte territoriali e nazionale, rivolto a tutti i soggetti disponibili, senza preclusioni o steccati per farne sempre di più un grande appuntamento che contribuisce alla costruzione di una coalizione per il diritto all’abitare in Italia. Ne ribadiamo il carattere molteplice e plurale, esperienze locali che si connettono in rete e creano in tal modo un evento nazionale. E’ questa una vera innovazione politica e culturale, l’applicazione concreta dell’agire localmente, scalando nel contempo la dimensione generale. Ricordiamo, infatti, che la campagna “ottobre Sfratti zero” è un appuntamento sovranazionale che si inserisce nel percorso antiliberista a livello globale, rilanciato dall’Assemblea Mondiale degli abitanti e dal Forum Sociale Mondiale. 25 aprile, 1 maggio (con la manifestazione No Expò di Milano), le mobilitazioni sindacali e sociali contro le misure del governo, il “10 ottobre sfratti zero”, sono per noi dentro un percorso comune.

 

  1. La dimensione sovranazionale e l’internazionalismo sono costitutivi del profilo culturale e politico dell’Unione Inquilini. Siamo dentro l’Alleanza Mondiale degli Abitanti, esprimendo competenze e un ruolo di coordinamento positivi. Va implementata tale partecipazione, coinvolgendo attivamente le sedi e individuando anche altri compagni, a partire dalla segreteria nazionale, che possano dedicarsi a tale percorso. Assumiamo gli appuntamenti decisi durante il Forum Sociale Mondiale nel calendario generale delle iniziative cui intendiamo partecipare attivamente. Lo scambio di esperienze, specialmente a livello europeo, è elemento essenziale per dare forza e respiro alle nostre proposte strategiche. In questo quadro assume un rilievo particolare, il convegno internazionale sull’autorecupero che ospiteremo nel prossimo mese di giugno a Roma. Vogliamo costruire un appuntamento partecipato al Parlamento Europeo, per la creazione di un intergruppo dei parlamentari di Strasburgo per il diritto alla casa.

 

  1. Dobbiamo investire sul radicamento e rafforzamento dell’Unione Inquilini. Le sedi vanno dotate di strumenti utili a permettere la loro crescita e rafforzamento. La formazione deve diventare uno strumento fondamentale per diffondere le competenze preziose che esprimiamo e per consentire uno scambio continuativo tra il centro e le sedi e orizzontalmente tra le sedi medesime. Va affrontata e definitivamente risolta la questione, presente nei documenti congressuali, di costituire una associazione, totalmente collegata all’Unione Inquilini, che permetta di poter accedere a strumenti operativi utili a consolidare il nostro radicamento. L’Unione Inquilini è e vuole restare una organizzazione sindacale degli inquilini, degli assegnatari, dei senza casa e dei precari, fondata sulla partecipazione e sul volontariato che si autofinanzia.

 

 

Approvato all’unanimità

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

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