APPELLO PER UNA POLITICA DELL’ABITARE

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Se verrà confermato lo stanziamento del governo di soli 100 milioni per il contributo affitto straordinario possiamo dirsi tradito il patto di solidarietà del “restiamo uniti” stabilito durante la pandemia tra istituzioni e cittadini.

 

Perché lo 0,18% per il sostegno all’affitto, dei 55 miliardi totali previsti nel prossimo decreto, non può bastare in una città come quella di Roma dove dopo soli sette giorni abbiamo raggiunto 20 mila domande del buono affitto,dove prima dell’emergenza venivano sfrattate otto famiglie al giorno. 

 

I 12 milioni posti nel bando del “Buono Affitto” dalla Regione Lazio che si chiuderà il prossimo 18 maggio, riuscirà a dare poche risorse a famiglia per cui sono assolutamente necessari nuovi finanziamenti, perché i fondi anticipati dal ministero, che in quota parte arriveranno nella nostra Regione (120 milioni totali da contributo affitto e morosità incolpevole 2020), non saranno sufficienti. . 

 

Per non ritrovarci a settembre con migliaia di sfratti per morosità è indispensabile un intervento massiccio, perché i 100 milioni del Governo non basterebbero neppure per la capitale! 

 

Per questo ci appelliamo ad Anci, alla Regione Lazio e al Comune di Roma affinché si uniscano con forza alla richiesta di ingenti risorse per coprire il fabbisogno delle famiglie che oggi rischiano di finire in morosità. 

 

Riteniamo come già richiesto dalle Regioni, che lo stanziamento non possa essere meno di 500 milioni. Possibile che il Governo non si accorga del Paese reale? Delle famiglie e dei tanti lavoratori e studenti in difficoltà? 

 

Occorre inoltre stabilire modalità di erogazione che possano raggiungere immediatamente gli inquilini in difficoltà con bandi aperti, perchè con le attuali regole i contributi arrivano troppo tardi e non riescono a bloccare gli sfratti per morosità.

 

Siamo di fronte a una catastrofe sociale, tante persone hanno perso il lavoro e oggi non tutelare il diritto alla casa significa avviare una stagione di conflitto sociale senza precedenti. 

 

A rischio ci sono tutti gli attori coinvolti, anche i  proprietari che insieme agli inquilini finiranno insieme a intasare i tribunali nelle migliaia di cause. 

 

Per questo chiediamo un atto di responsabilità ai sindacati dei proprietari di Roma nel riaprire le trattative del canone concordato e determinare canoni finalmente rapportati ai reali redditi degli inquilini. 

 

Chiediamo al Comune e all’Assessora Valentina Vivarelli di riaprire il tavolo ponendo condizioni che possano aiutare le parti a trovare una accordo sulla riduzione dei canoni. 

 

Stiamo attraversando una crisi senza precedenti, tutti siamo chiamati alla responsabilità e al bene comune altrimenti da #iorestoacasa passeremo a lottare senza cedere di un solo centimetro nelle centinaia di cause i tribunali e nelle piazze a fianco degli inquilini. 

 

Questa emergenza ha messo in luce tutte le falle del nostro sistema, compresa la mancanza di politiche abitative strutturali, che se non viene modificata aumenterà nei prossimi anni la già gravissima emergenza abitativa a Roma.

 

Le famiglie oggi in difficoltà non hanno alcuna rete di salvataggio.

 

A Roma ci sono ancora troppi immobili inutilizzati che potrebbero risolvere l’emergenza abitativa e tra poco Regione Comune dovranno presentare al Governo le proposte per l’utilizzo di centinaia di milioni finalizzato al recupero.

E’ giunto il momento di ripensare le nostre città, incrementare il lavoro e restituire il diritto alla casa con il recupero degli immobili abbandonati da destinare ad alloggi popolari. Un progetto ad ampio respiro che a consumo suolo zero possa tutelare la nostra economia, in barba alle speculazioni. 

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