Bando Case popolari? Ci vuole chiarezza! Il sindacato Unione Inquilini protesta

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Sono a tutti note le difficoltà per ottenere a Roma una casa popolare. In questi giorni è inoltre venuto alla luce un altro grave fatto denunciato proprio dal sindacato della casa Unione Inquilini il 14 maggio durante una protesta effettuata sotto l’Assessorato alle Politiche Abitative con un gruppo di inquilini. Una protesta a cui doveva seguire l’incontro con l’assessore Daniele Ozzimo e Luigi Ciminelli, direttore del dipartimento. L’incontro è stato poi rimandato.

La denuncia è dunque per “errata elaborazione di alcune domande”. C’è infatti poca chiarezza sulla valutazione dei moduli compilati dai richiedenti.

In sostanza, secondo quanto spiegato da Fabrizio Ragucci, Unione Inquilini Roma, “Abbiamo sotto mano casi di moduli compilati in modo adeguato che tuttavia alla valutazione della domanda gli uffici hanno invece rigettato”. In che modo? “Chiedendo integrazioni non previste – aggiunge –  Dunque, i tempi, già biblici, vengono reiterati e di almeno sei mesi”.

Ma quali sono le motivazioni che hanno portato gli uffici comunali a negare il punteggio a diverse domande?

“Tra la documentazione da allegare il richiedente deve dimostrare di pagare un affitto che incide in maniera considerevole sul reddito – spiega il sindacalista – Come richiesto dal bando in molti hanno allegato il contratto d’affitto. Un contratto che si rinnova tacitamente ogni quattro anni e che può durare anche quarant’anni. Eppure – aggiunge Ragucci - nelle lettere ricevute da alcuni richiedenti viene rigettato il punteggio perché il contratto risulta essere troppo vecchio e richiesta una ricevuta del versamento dell’affitto”.

Altro esempio riguarda la condizione del reddito. “Cito anche l’esempio di un disoccupato: nel bando si può autocertificare la propria condizione nella parte preposta nella domanda. Al contrario è stato richiesto l’Isee nonostante il bando invece non lo richieda”.

Si può trattare di una sbagliata interpretazione dei parametri del bando?

 Il sindacato chiede  risposte chiare e anche sui ritardi nell’elaborazione della graduatoria.

“L’elenco degli aventi diritto doveva essere pronto entro il 30 novembre 2013 – specifica Ragucci-.  Siamo a maggio del 2014 e ancora non si sa niente. Niente in merito a quante domande sono state presentate, a quante ne sono state lavorate fino ad adesso, niente sui tempi necessari per concludere il lavoro da parte degli uffici. Non si sa niente nemmeno sul bando del buono casa fermo dal 2012 sul quale nessuno fin’ora ha dato risposta – conclude – Chiediamo solo l’applicazione della legge”

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