COMUNICATO STAMPA. L’assessore Refrigeri presenta ai sindacati un progetto di legge per abolire le case popolari.

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Guido Lanciano: “L’ATER di fatto così è equiparato a un gestore privato di Social Housing”

Si è svolto ieri, presso l’Assessorato alle Politiche Abitative della Regione Lazio, un incontro tra una delegazione dell’Unione Inquilini Roma, e l’Assessore Fabio Refrigeri.

Un incontro, secondo quanto espresso da Refrigeri, finalizzato ad avviare un confronto e recepire contributi delle parti sociali sul progetto di legge di istituzione dell’AREPS.

L’Assessore ha illustrato il progetto di legge: l’AREPS comporterebbe l’accorpamento degli attuali 7 ATER Regionali in una struttura unica con un solo CDA, e sette strutture territoriali trasformate in distretti con compiti unicamente funzionali.

Sugli obiettivi del progetto l’Assessore ha parlato di diminuzioni di spesa e di miglioramento di efficienza gestionale dell’edilizia sociale e housing.

La delegazione sindacale ha immediatamente espresso numerose criticità del progetto di legge che di fatto fa emergere la volontà della Regione di abolire le case popolari equiparandole all’edilizia speculativa.

“Il teso del progetto – dichiara Guido Lanciano, segretario Unione Inquilini Roma – evidenzia una mancanza assoluta di finanziamenti Regionali sia per le nuove costruzioni che per il Contratto di Servizio. Inoltre – aggiunge il Segretario - è stato aggiunto un riferimento ai canoni di locazione che debbono “garantire il mantenimento dell’ equilibrio di bilancio”, elementi questi che, accostati all’assenza di finanziamenti per l’edilizia sovvenzionata, hanno indotto la delegazione ad anticipare un giudizio nettamente negativo in quanto l’ATER viene parificato di fatto ad un gestore privato di Social Housing. Come da noi paventato – continua il Segretario -  questa legge non potrà che portare all’affossamento ed alla eliminazione delle case popolari”.

“Nel merito delle riorganizzazione siamo contrari all’accorpamento in una unica azienda – aggiunge Lanciano – Poiché oltre a diminuire la democrazia partecipativa potrebbe costituire un livello decisionale ulteriore che allunga i processi funzionali. Occorre agire sulla riorganizzazione funzionale degli uffici con processi di ulteriore decentramento decisionale e sull’introduzione di vincoli attuativi nella Carta dei Servizi.”

“Il Progetto di legge non serve a risolvere i problemi degli assegnatari – conclude l’Unione Inquilini – perché non incide minimamente sui livelli disastrosi di inefficienza di alcuni ATER della Regione, in particolare modo di Roma” .

 

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