Delibera Iniziativa Popolare Ripubblicizzazione Acea Ato2

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L’Unione Inquilini è promotore e sottoscrittore delle proposte e invita tutti a firmarle nelle nostre sedi.

DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE DI COMPETENZA DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA
I sottoscritti, cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Roma Capitale, ai sensi degli artt. 6 e 8 dello Statuto di Roma Capitale approvato con la delibera n. 8 del 7 marzo 2013, e degli artt. 2 e 3 del Regolamento di cui alla Deliberazione del Consiglio Comunale n.101 del 14 giugno 1994, presentano il progetto di Deliberazione di competenza del’Assemblea Capitolina avente come

OGGETTO: RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO DI ACEA ATO2 

PREMESSO CHE

• L’ONU, con Risoluzione dell’Assemblea Generale del 28 luglio 2010, GA/10967, dichiara il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale e che tale risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani e raccomanda agli Stati di attuare iniziative per garantire a tutti un’acqua potabile di qualità, accessibile, a prezzi economici.
• Con la promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è progressivamente affermata a livello mondiale.
• La risoluzione del Parlamento Europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava che, “essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.
• La Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum Mondiale dell’Acqua dichiara “l’acqua è un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata,
che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”.

CONSIDERATO CHE

• il 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza assoluta del popolo italiano, votando “Sì” ai quesiti referendari relativi alla gestione del servizio idrico con i quali si proponeva di sottrarre la gestione dell’acqua alla logica del mercato e del profitto, ha determinato l’abrogazione sia dell’articolo 23bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modificazioni e integrazioni, sia del comma 1 dell’articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152;
• il Consigio regionale del Lazio, in seguito all’iniziativa di referendum propositivo sostenuta da 37.000 cittadini e da 39 Consigli comunali, ha approvato la Legge Regionale n. 5 del 4 aprile 2014, pubblicata su BURL n. 28 del dell’8 aprile 2014, concernente “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”;
• tale legge, in ossequio alla volontà popolare espressa nel referendum del 2011:

a) si prefigge lo scopo di favorire le condizioni per la definizione e lo sviluppo di un governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale;
b) definisce l’acqua un bene comune naturale e un diritto umano universale;
c) definisce il servizio idrico integrato un servizio di interesse generale che persegue finalità di carattere sociale ed ambientale stabilendo pertanto che la sua gestione debba essere svolta senza finalità lucrative nel rispetto del pareggio di bilancio;
d) prevede il finanziamento del servizio attraverso risorse regionali e meccanismi tariffari;
e) istituisce un Fondo regionale per la ripubblicizzazione finalizzato alla gestione del servizio idrico integrato da parte di soggetti di diritto pubblico;
f) democratizza la gestione del servizio idrico integrato prevedendo che tutte le fasi, dalla pianificazione al controllo, siano svolte dai Comuni con la partecipazione diretta dei cittadini e dei lavoratori secondo i principi della Convenzione di Aarhus;

VISTO CHE

• l’attuale struttura giuridica, organizzativa e gestionale di ACEA ATO2 S.p.A. è quella di una società di capitale dotata di personalità giuridica di diritto privato, finalizzata quindi alla massimizzazione dei profitti;
• l’Azienda speciale consortile (delineata dagli artt. 31 e 114 d.lgs. 267/2001) ha invece come obiettivo quello di garantire il soddisfacimento dell’interesse collettivo di tutta la comunità presente sul territorio nel quale la stessa opera, essendo tenuta all’efficienza e all’equilibrio economico, ma fuori da logiche di profitto;
• l’UE non obbliga a privatizzare ma consente la gestione pubblica di un servizio di interesse economico generale secondo quanto indicato dalla Corte Europea di Giustizia (C-324-08 del 13.11.08 , punto 48) per cui “… un’autorità pubblica ha la possibilità di adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti, amministrativi, tecnici e di altro tipo, senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne non appartenenti ai propri
servizi”;
• nel rispetto del diritto comunitario, segnatamente in presenza delle condizioni di cui all’articolo 106, par. 2 TFUE, della legislazione statale vigente e dell’autonoma scelta delle autorità amministrative di bacino idrico possono essere costituite società di diritto pubblico;
• nella città di Roma, in occasione dei referendum di giugno 2011, più di un milione di cittadini e cittadine si è espresso per la natura pubblica del servizio idrico;
• attualmente ACEA S.p.A. è controllata per il 51% da Roma Capitale, mentre il 49% è flottante: il 26,55% è detenuto dal Gruppo Caltagirone e da GDF Suez, il 22,45% è detenuto da azionisti con quote di partecipazione inferiori al 2%;
• ACEA ATO2 S.p.A., che gestisce il servizio idrico è controllata per il 96,46 % da ACEA S.p.A., e per la quota rimanente da Roma Capitale (3,54%) ed i Comuni dell’ATO 2;

è stata impedita nel 2012 la vendita del 21% delle azioni ACEA S.p.A. da parte della precedente Giunta grazie all’azione di cittadini e cittadine e all’opposizione in Consiglio Comunale di alcuni Gruppi consiliari;
• la ripubblicizzazione è stata realizzata in molte delle principali città e capitali europee (Berlino, Parigi);
• nel corso dei mesi di novembre e dicembre 2013 e gennaio 2014 i Consigli dei Municipi I, III, VI, VII; VIII, IX, X, XI, XII; XIII, XIV, XV hanno approvato mozioni con cui hanno impegnato i propri Presidenti ad adoperarsi presso il Sindaco e la Giunta comunale
◦ a rivedere l’assetto societario di ACEA ATO2 S.p.A. in ottemperanza agli esiti referendari di cui sopra, e in particolare allo scorporo di ACEA ATO2 S.p.A. da ACEA S.p.A.;
◦ all’affidamento ad un’azienda speciale della produzione, erogazione e gestione del servizio idrico integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
◦ all’abolizione del perseguimento del lucro anche in via indiretta da parte della suddetta azienda speciale ;
◦ ad un sistema di finanziamento del servizio idrico in cui saranno riconosciuti soltanto i costi di gestione e degli investimenti, escludendo qualunque logica di remunerazione del capitale investito”.
◦ all’effettiva partecipazione degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio idrico integrato;
◦ alla partecipazione dei dipendenti dell’azienda speciale alle scelte qualificanti relative
◦ all’organizzazione del lavoro
◦ alla costruzione di meccanismi partecipativi nella fase di definizione delle scelte di fondo relative al servizio idrico e nella fase della gestione del nuovo soggetto gestore pubblico, tali da consentire un reale potere di intervento in esse da parte dei cittadini e dei lavoratori.
• il Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli EE.LL., approvato con D.Lgs. n. 267/2000, all’art. 42, indica gli atti rientranti nella competenza dei Consigli Comunali.

CONSIDERATO CHE

• al fine di procedere alla ripubblicizzazione del servizio idrico occorre che Roma Capitale proceda alla acquisizione diretta delle quote di partecipazione di ACEA ATO2 S.p.A. attualmente detenute da ACEA S.p.A.;
• a tal fine occorre autorizzare i rappresentanti di Roma Capitale nell’assemblea degli azionisti di ACEA S.p.A., nella quale Roma Capitale possiede la maggioranza delle azioni, a votare conformemente a tale orientamento;
• al fine di procedere alla riacquisizione delle quote societarie di cui sopra appare necessario prevedere un piano finanziario pluriennale anche attingendo alle disponibilità di cui al “Fondo regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico”

• successivamente a tale acquisizione sarà possibile procedere alla traformazione di ACEA  ATO2 S.p.A. in azienda speciale consortile di diritto pubblico per la quale occorre predisporre lo statuto;

L’ASSEMBLEA CAPITOLINA DELIBERA

1. di autorizzare, ai sensi dell’art. 3, comma 27, secondo paragrafo, L. 24 dicembre 2007, n. 244, l’acquisizione diretta da parte di Roma Capitale della partecipazione attualmente detenuta da ACEA S.p.A. nel capitale sociale di ACEA ATO2 S.p.A.;
2. di autorizzare i rappresentanti di Roma Capitale a votare nell’assemblea dei soci di ACEA S.p.A. in conformità a quanto deliberato nel precedente punto;
3. di autorizzare la trasformazione di ACEA ATO2 S.p.A. in azienda speciale consortile di diritto pubblico a norma degli articoli 31 e 114 del Dlgs 267/2001 e s.m.i., finalizzata esclusivamente alla gestione del servizio idrico integrato nel territorio degli enti locali
consorziati;
4. di dare mandato al Sindaco di Roma Capitale a promuovere l’adesione degli altri enti locali, soci di ACEA ATO2 S.p.A. ad aderire a quanto sopra deliberato;
5. di dare mandato alla Giunta di predisporre e sottoporre all’Assemblea Capitolina un piano economico finanziario pluriennale atto a realizzare quanto previsto nel punto 1, anche attingendo alle disponibilità di cui al “Fondo regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico” di cui alla Legge Regionale del Lazio n. 5/2014;
6. di dar mandato alla Giunta di predisporre e sottoporre all’Assemblea Capitolina, per l’approvazione entro giorni 120 dall’esecutività della presente deliberazione, lo Statuto della nuova Azienda che dovrà essere redatto nel rispetto dei seguenti principi:
a) l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e gestione del Servizio idrico integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
b) l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via indiretta;
c) l’Azienda dovrà garantire la effettiva partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio idrico integrato;
d) l’Azienda dovrà garantire la continuità dei rapporti di lavoro in vigore e la partecipazione dei lavoratori/lavoratrici alle scelte qualificanti relative alla organizzazione del lavoro;
7. di dar mandato agli Uffici comunali di assumere tutti gli atti e di eseguire tutti gli adempimenti amministrativi conseguenti al presente deliberato.

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