Dimissioni dell’Assessora Francesca Danese. Riflessioni del Segretario Unione Inquilini Roma-Lazio

Francesca-Danese

Riflessioni di Guido Lanciano sulle dimissioni dell’Assessora alle politiche Sociali e Abitatie, Francesca Danese

L’Unione Inquilini, a seguito delle dimissioni del sindaco e, conseguentemente dell’Assessore alle Politiche sociale e Abitative, esprime forte preoccupazione per l’interruzione dei proficui rapporti che si erano instaurati con l’Assessora Francesca Danese e il suo staff.

Dopo anni di mancanza assoluta di confronto tra i sindacati inquilini e l’assessorato, con l’unica eccezione del confronto sulla  delibera di approvazione dei nuovi criteri di assegnazione delle case popolari nel lontano 2011 – 2012, da Gennaio di quest’anno abbiamo iniziato ad avere periodici incontri di confronto sui temi generali, incontri sulle singole delibere in itinere, e contatti giornalieri con lo staff per la soluzione dei problemi tecnici relativi all’applicazione pratica delle delibere.

Nei nove mesi trascorsi abbiamo più volte sottolineato che la “legalità”, intesa come riconoscimento dei doveri dell’amministrazione comunale e dei diritti dei cittadini, è stata la linea portante che ha caratterizzato l’operato di questo Assessorato.

La gestione dell’emergenza abitativa e delle assegnazioni, non è stata più in balia del più forte o di chi strilla di più, ma sono state emanate regole trasparenti.

Ricordiamo alcuni dei provvedimenti che si aspettavano da anni, quali la pubblicazione della graduatoria generale per l’assegnazione delle case popolari attesa dal gennaio 2014, l’azzeramento, quasi raggiunto, della graduatoria del 2009 degli ex punti 10, l’assegnazione  in sei mesi di 250 case popolari ai nuclei familiari nelle due graduatorie, la lotta alle occupazioni abusive nelle case popolari con efficaci rapporti con l’ATER di Roma, la chiusura di 4 residence, una relativa maggiore efficienza degli uffici nel rapporto con il pubblico.

Tipico esempio della nuova modalità di rapporto con l’Unione Inquilini e le altre organizzazioni sindacali è stata la modifica della precedente delibera sul “buono casa” che ha allargato la platea di chi ha i requisiti per accedervi, eliminando il passaggio nei residence dei nuclei familiari svantaggiati. Come sindacato, infatti, avevamo fortemente criticato tale impostazione, e la nuova Assessora, ed in particolare il suo staff, ha subito recepito le nostre osservazioni. Avremmo voluto modificare molto più incisivamente la delibera, ma non ci è stato possibile perché il precedente assessore aveva accettato assurde limitazioni da parte della Regione.

Su altre delibere, che pur avendo ad oggetto politiche abitative sono state gestite anche da altri assessorati e dalla Regione, non vi è stata la stessa concertazione ed abbiamo espresso le nostre critiche. Ci riferiamo alla sciagurata delibera di vendita del patrimonio abitativo del Comune, alla memoria sulla ristrutturazione, a suon di milioni, di alcuni immobili sottratti all’autorecupero, al bando europeo per il reperimento di alloggi con clausole discutibili e ad un costo ancora assolutamente eccessivo, alla mancata applicazione dell’accordo sindacale sui canoni delle case del Comune, alla mancata concretizzazione del programma di aumento di case popolari finanziato dalla Regione nel Gennaio 2014, alla pessima gestione delle norme sulla “morosità incolpevole” e sul passaggio da casa a casa degli anziani sfrattati.

Guido Lanciano

Segretario dell’Unione Inquilini di Roma-Lazio

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