Fabio Alberti: “A piazza dei navigatori si rischia nuovo condono a favore di Caltagirone”

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Legalità due pesi e due misure. A piazza dei navigatori si rischia un nuovo condono a favore di Caltagirone.

Le vicende urbanistiche di questa area abbracciano un arco di tempo ormai venticinquennale. Dopo alterne vicende nel 2004 fu firmata la convenzione urbanistica per Piazza dei Navigatori e via Giustiniano che, a fronte della costruzione di un palazzo uffici, un centro congressi, un centro commerciale e un albergo in via Giustiniano (il famoso bidè) per un totale di 184.000 mc, impegnava i costruttori alla realizzazione, a scomputo degli oneri, di opere di urbanizzazione primaria e secondaria per 21 milioni di euro (sottovia di attraversamento della Colombo, asilo nido, attraversamento pedonale sopraelevato, parcheggio pubblico, nuovo mercato rionale, bocciofila), oltre alla sistemazione generale della piazza dei Navigatori e alla riqualificazione dei giardini. 
La convenzione urbanistica era già allora uno sfacciato regalo ai costruttori (aumento di cubature, varianti alle destinazioni di PRG, cessione di terreni comunali a prezzi stracciati).

A 12 anni di distanza gli immobili sono stati in gran parte costruiti (ed in parte illegalmente affittati), ma delle opera di urbanizzazione nemmeno l’ombra. 
Inoltre la fideiussione, che il costruttore doveva fare, a garanzia della realizzazione, è risultata falsa, impedendo così al comune anche di rivalersi economicamente della mancata realizzazione delle urbanizzazioni. 
Intanto due importati aree del quartiere sono ormai da anni abbandonate al degrado con notevoli disagi per tutti i cittadini.

Il 18 novembre il comune, dopo anni di colpevole inazione ed a fronte di una indagine della magistratura, ha finalmente avviato la procedura per la decadenza della convenzione per inadempimento. In conseguenza di ciò tutti gli immobili costruiti dovrebbero diventare di proprietà pubblica. La nuova giunta, dovrebbe, con una consultazione popolare, decidere cosa farne: abbatterli, utilizzarli per servizi pubblici o affittarli utilizzando i proventi per realizzare direttamente le strutture pubbliche previste.
Ma per i costruttori c’è sempre una via di uscita: il commissario Tronca, attuando quanto già proposto dall’assessore Caudo (vedi riunione commissione capitolina controllo, garanzia e trasparenza del 6 febbraio 2014), ha avviato trattative con la proprietà per arrivare ad un “accordo bonario” che, in cambio della realizzazione di parte delle urbanizzazioni, permettesse la costruzione del terzo edificio, appesantendo ulteriormente l’insediamento.
Si sancirebbe così, per l’ennesima volta l’impunità di chi persegue l’arricchimento facile a scapito dell’interesse pubblico. Saremmo di fronte ad un colpo di spugna, un pericoloso precedente nei confronti delle sistematiche inadempienze nella realizzazione delle opere pubbliche che i costruttori romani, complici le amministrazioni comunali di centrodestra e centrosinistra, hanno fatto in tutta la città.

Contirbuto ricevuto

da Fabio Alberti

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