Fabio Alberti: la fondazione Unione Inquilini a Bologna e Roma

fabio alberti

https://youtu.be/6Uq-gwGY_Qc

“Erano anni in cui i principi erano fondamentali. Dalla situazione particolare riuscivamo a dare un quadro generale del problema. Pensavamo in grande. Per questo quando a Bologna, durante la lotta che poi vincemmo ottenendo l’autorecupero di 8 palazzine, l’allora sindaco del P.c. della città cercò di metterci a tacere concedendo alle nostre famiglie 20 case, rispondemmo no. Tutti, le famiglie, noi del Sindacato Unione Inquilini rispondemmo che volevamo regole giuste per tutti.” Così racconta Fabio Alberti fondatore a Bologna e Roma dell’Unione Inquilini, romano ma trasferito a Bologna per studiare all’Università Agraria negli anni ’70, le lotte di quegli anni.

E  prosegue: “Eravamo già Unione Inquilini quando partì la contestazione dei canoni richiesti agli studenti. Era usura il sovrapprezzo applicato agli studenti fuori sede per il mobilio. La legge dell’Equo Canone del ’78 era già applicata a Roma e Milano, ma nel capoluogo dell’Emilia Romagna ce la siamo conquistata nei tribunali insieme all’avvocato Zuccaro. Bologna era la roccaforte del P.C., una città ben organizzata per l’edilizia residenziale pubblica. Non c’erano grandi occupazioni o baracche dei migranti del sud o dei poveri come nelle altre città. A rimanere fuori dall’assistenza alloggiativa erano le giovani coppie perché i bandi rispondevano ai criteri di estrema urgenza. Per i giovani però i prezzi del libero mercato erano proibitivi, per questo organizzammo delle occupazioni di immobili sfitti in centro e semi periferia. Eravamo circa 100 persone distribuite in 34 stabili privati. All’ondata di occupazioni, l’allora assessore Cervellati rispose con la riqualificazione del centro storico della città, ma non si riuscì a completare il recupero degli alloggi pubblici comunali per mancanza di risorse. Per questo quando fui eletto nell’’80 con Democrazia Proletaria al Consiglio Comunale in opposizione al Sindaco del P.c. Zangheri riuscimmo a far approvare il bando per l’autorecupero di 8 palazzine pubbliche abbandonate, di cui 2 già occupate. Avevo avuto modo di visitare Berlino, dove nei quartieri occupati si sperimentava l’autocostruzione. Conoscevo anche altre esperienze europee.”

“Dall’occupazione alla realizzazione ci mettemmo 5 anni.” continua a raccontare Fabio Alberti  “Nell’’82 uscì il bando, si formano le cooperative, la prima “chi non occupa preoccupa”, si raccolsero i soci, partirono i lavori. La messa in sicurezza degli immobili era a carico del Comune, il resto venne condotto dagli stessi soci della cooperativa che prestano lavoro e fondi per realizzare gli appartamenti. Si fecero anche dei corsi interni per acquisire le maestranze e rispettare i parametri voluti dalle leggi. Quando tutto era terminato venne il Comune per i collaudi. Ci fecero i complimenti, il lavoro era perfetto! A malincuore devo dire che finito il mio mandato nessuno raccolse il progetto dell’autocostruzione a Bologna. Mancò la volontà politica.”

Poi continua con la fondazione dell’Unione Inquilini di Roma: “Nell’’86 tornai a Roma. Fui chiamato da Democrazia Proletaria a ricoprire il ruolo responsabile nazionale di Ambiente e Territorio. Nella capitale si esauriva il percorso delle occupazioni iniziato negli anni ’70 e iniziammo con tanti giovani compagni di Democrazia Proletaria, Pasquini, Petrucci, Lanciano, Rizzo e con i compagni delle occupazioni, ricordo bene Loredana Mozzilli, Renato Fattorini di via Ferrini e del Continental, a impostare il problema dal punto di vista sindacale. Con la nascita dell’Unione Inquilini a Roma il problema della Casa diventò la questione dell’abitare. La prima battaglia dell’Unione Inquilini fu di chiedere che il calcolo dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica fossero pari al 10% del reddito degli inquilini. A piazza Sonnino invece iniziammo a sperimentare l’autorecupero , anche qui con le giovani coppie. Volevamo riportare al centro delle città la questione abitativa. Ma per questa storia dobbiamo parlare con Salvatore. Non saprei se piazza Sonnino è stata mai riconosciuta.”

2 Responses to Fabio Alberti: la fondazione Unione Inquilini a Bologna e Roma

  1. Virgilio Barachini scrive:

    Grazie Fabio….bei ricordi comuni, che devono servire da esempio per i giovani per continuare nella lotta per l’affermazione del diritto alla casa per tutti ! Virgilio – Unione Inquilini Pisa

  2. Carlo Cardarelli scrive:

    Grande Fabio Alberti! Sempreva fianco dei più deboli ieri, oggi e domani. Ho un grande rispetto e stima per te.

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