I due anni dell’occupazione Tor De Schiavi a Roma

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Reportage per i due anni dell’occupazione di Tor De Schiavi – da Generazionezero.org

Dopo aver parcheggiato la macchina veniamo investiti dal suono della musica che avvolge l’intera via Tor De Schiavi a Roma. La musica proviene dal civico 101 dove si celebra la IV Giornata Nazionale Sfratti Zero e il secondo anniversario dell’occupazione di Tor De Schiavi. L’occupazione si trova nel quartiere di Centocelle, una zona della periferia romana dove risiedono molti immigrati provenienti dall’Africa, dal Bangladesh e dal Sudamerica.
Appena entrati dal cancello principale, oltre a vedere tanti piccoli bimbi correre e giocare tra loro, vediamo una dozzina di coppie ballare sulle note della canzone che abbiamo sentito appena scesi dalla macchina. Il clima che ci accoglie è di grande euforia e nel cortile dell’edificio occupato riusciamo a intravedere alcuni degli ospiti della giornata: l’assessore alle politiche abitative di Roma Francesca Danese, il senatore uruguaiano Daniel Placeres, Fabio Alberti di Roma Bene Comune e  Alessandro Rosi, assessore alle Politiche Sociali del V Municipio di Roma Capitale.

Dopo circa un’ora, Rudy Colongo, anima dell’occupazione e presidente dell’associazione per i diritti degli immigrati I Blu, presenta i vari ospiti della manifestazione.

Il primo a prendere parola è Fabio Alberti, dirigente di Rifondazione Comunista all’inizio dell’occupazione: “Due anni fa qua era una casa morta. Il Comune ha fatto finta di non vedere che c’erano appartamenti vuoti e di non vedere che ci stavano persone che avevano bisogno di una casa.”

Dopo due tipici balli popolari sud americani, “la croce nella testa” e un ballo tipico della festa nazionale celebrata il 22 Giugno in Ecuador, il microfono passa tra le mani di Placeres. Il parlamentare uruguaiano del Fronte Ampio e vicino di casa dell’ex Presidente Mujica è arrivato all’occupazione grazie anche al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza). Il suo partito è al governo dal 2005 e sin da subito ha cercato di ricostruire l’apparato produttivo dello Stato e ha lavorato sulle politiche di integrazione socialeall’interno del paese. Placeres esordisce dicendo: “Sono onorato di essere qui. Il diritto allo sciopero è un diritto assoluto, così come lo deve essere il diritto all’occupazione! L’Uruguay nei secoli ha accolto sempre i migranti che provenivano dall’Europa e mi fa piacere che l’Italia, Paese europeo, ospiti i miei fratelli sudamericani nel proprio Paese.”
Affrontando il tema delle case popolari il senatore afferma che l’Uruguay e il Perù hanno lottato contro gli interessi immobiliari consegnando ben 700 mila case popolari negli ultimi anni.
Prima di lasciare la parola agli altri ospiti conclude dicendo: “la politica non è negativa, sono i politici che possono essere corrotti, incompetenti e cattivi, ma la politica non è negativa, serve per costruire solidarietà e socialità”. Placeres è un esponente molto influente e apprezzato in Uruguay, prima di diventare politico, lavorava come operaio in una fabbrica di vetro che decise di interrompere la produzione. Non appena saputa la notizia, Daniel e gli altri operai, decisero di occupare la fabbrica: un’occupazione che durò ben 407 giorni duranti i quali il motto fu: “L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona.

La parola passa a Francesca Danese, assessore alle politiche abitative di Roma, che poco prima di giungere all’occupazione di Tor De Schiavi, ha fatto visita a un’altra occupazione, situata anch’essa in periferia, nel quartiere di Pietralata.
L’assessore afferma che, dopo le dimissioni del sindaco Marino, avrà circa 20 giorni in cui porterà a termine alcuni progetti come il Servizio di assistenza alloggiativa temporanea (S.A.A.T) che partirà dal primo gennaio del 2016. Il bando di tale progetto mette a disposizione ben 1020 alloggi di edilizia pubblica residenziale diffusi in tutta la capitale, per famiglie che versano in condizioni critiche e non possono permettersi di pagare l’affitto di un alloggio normale, andando in questo modo ad eliminare i residence. Per quanto riguarda il tema delle case popolari, l’assessore afferma che in sette mesi ne sono state consegnate ben duecento ai cittadini della capitale. Il membro della giunta romana continua esprimendo parole di solidarietà per l’occupazione di Tor De Schiavi: “Voi qui siete un esempio per tutti! Siete un esempio per il quartiere, siete una comunità! Non sempre ho trovato situazioni così”.

Tra la comunità si diffonde l’euforia, la gioia e la speranza per le parole espresse dagli ospiti. La musica ha ripreso a risuonare nel piccolo cortile dell’edificio e nei tavoli riversano le calde pietanze popolari, la cena è servita e il sole è calato. Dopo un lungo pomeriggio di festa ci sediamo accanto agli occupanti a gustare un pizzico della loro cultura.

Youssef Hassan Holgado

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