Lettera aperta ai consiglieri comunali. Sindacato chiede sospensione della discussione su vendita appartamenti a uso residenziale

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Lettera aperta ai consiglieri comunali. Sindacato chiede sospensione della discussione delibera n.88 (sulla vendita di 427 appartamenti a uso residenziale). Si proceda con vendita esercizi commerciali per risolvere emergenza abitativa.

Il Consiglio Comunale si appresta a discutere la proposta di delibera n. 88 che prevede la vendita di 427 appartamenti a uso residenziale (e non 294 come appare nelle slide), vi chiediamo di sospendere la discussione e non approvare la delibera così come proposta dalla Giunta poiché i presupposti e i dati che vi hanno fornito, per motivare l’esigenza di vendere gli appartamenti, sono carenti e in molti casi inesatti e reticenti.

Cerchiamo di darvi alcune indicazioni che la Giunta non vi ha fornito e che secondo noi sono indispensabili per decidere se la vendite è effettivamente utile al Comune, o se, invece, come noi pensiamo è solo un ulteriore regalo a chi in questi anni ha usufruito di abitazioni ad un costo bassissimo pur avendo un reddito alto.

Ricordiamo innanzitutto che per avere in locazione una casa del patrimonio del Comune non si è passati per regolari concorsi o graduatorie, e non vi è alcuna regola circa i redditi che gli inquilini devono avere per poter abitare in queste case.

Sulla reale redditività del patrimonio

Sin dal 2006 i sindacati degli inquilini hanno chiesto di fissare i canoni di locazione ma i vari Assessori che si sono succeduti, non hanno mai firmato alcun accordo e non hanno mai potuto chiedere aumenti di canone agli inquilini.

Solo nel Marzo del 2014 tra il Comune e le OO.SS. degli inquilini hanno sottoscritto l’accordo previsto dalla L. 431/98 sui canoni di locazione, portando i canoni di locazione da un minimo di 100 euro per chi ha un reddito basso fino a canoni di mercato per chi ha redditi superiori a 50.000 euro, ma l’Assessorato, non ha ancora neanche iniziato a inviare le lettere di richiesta dei redditi agli inquilini, mentre l’accordo,  prevedeva la decorrenza dal giorno dell’invio delle lettere. Si allega la delibera 165/2014 della Giunta che ha recepito l’accordo.

Solo per fare un esempio, applicando l’accordo di Marzo i 2 appartamenti indicati nella slide dell’Assessorato, a fronte di un canone irrisorio oggi versato, il Comune potrebbe richiedere, per l’appartamento di via dei Coronari un canone mensile da € 360,00 fino a 2.200,00 a seconda il reddito del nucleo familiare (a fronte dell’attuale 92,00!), e per l’appartamento di piazza Trilussa da € 200,00 a 1.200,00 (a fronte dell’attuale 80,00).

Il Comune, pertanto, ogni mese sta perdendo da un minimo di 30.000 a 300.000 euro.

Il patrimonio, se gestito correttamente, potrebbe rendere moltissimo al Comune ma gli uffici dell’Assessorato al patrimonio non hanno applicato le delibere Comunali.

Sul reale valore di vendita degli appartamenti

La delibera non dice quale sarebbe il valore dei singoli immobili, ma si limita ad affermare che l’importo complessivo sarebbe di oltre 308 milioni.

E’ sufficiente fare una piccola divisione (308 milioni diviso i 571 immobili) per accorgersi che in media gli immobili verranno venduti a circa 540.000,00 euro. (la media comprende anche le cantine)

E’ evidente che questo è un prezzo tale per cui pochissimi inquilini potrà comprare l’appartamento da lui abitato, ovvero lo potranno fare solo inquilini che potrebbero trovare un appartamento sul libero mercato perché hanno un reddito alto.

Inoltre è molto probabile che il prezzo indicato in delibera è il prezzo di mercato che, invece, deve essere ridotto del 30% in caso di acquisto da parte degli inquilini.

L’importo totale dell’eventuale vendita indicato in delibera, pertanto, deve essere ridotto del 30% con la conseguenza che gli eventuali milioni non supereranno i 200.

Sulla situazione di legittimità contrattuale degli inquilini

I dati forniti dalla Romeo dicono che solo il 15% degli inquilini di alloggi ha in corso un regolare contratto, mentre circa un 35% avrebbe diritto alla voltura del contratto, mentre il restante 45% è occupante senza titolo, alcuni da oltre 50 anni, e 12 case sono libere da anni.

Tra il prospetto consegnato dalla Romeo ai sindacati nel corso della trattativa sui canoni, e l’elenco allegato nella delibera, vi sono numerose discrepanze, in alcuni casi gli immobili si trovano solo nel primo elenco in altri appaiono tra i vendibili ma non sono censiti dalla Romeo.

Prima di procedere alla vendita è indispensabile verificare bene la situazione giuridica dei singoli contratti degli inquilini, anche per non fare una sanatoria degli occupanti senza titolo.

Sulla destinazione dei proventi

In tutti questi anni si è detto che gli introiti sarebbero serviti ad acquistare nuove case per gli sfrattati, nella nuova proposta di delibera, invece, si legge che i proventi serviranno a “interventi di manutenzione per migliorare le infrastrutture”.

In una situazione di gravissima emergenza abitativa il Comune invece di aumentare la disponibilità di alloggi a canoni sostenibili, non solo si priva di 427 appartamenti che potrebbero essere utilizzati per gli sfrattati, ma devia i proventi per la chiusura delle buche delle strade!

Mentre l’Assessore Danese chiede allo Stato di stanziare 200 milioni per l’emergenza abitativa, la Sua Giunta gli sottrae proprio quei 200 milioni di proprio contributo, a cui il Ministero condizionava il versamento della sua quota di stanziamento. Senza i 200 milioni del Comune, Roma perderà anche i 200 Milioni del Ministero!

Le nostre proposte e richieste

Chiediamo di sospendere l’approvazione della parte della delibera che concerne la vendita degli alloggi, fino a che l’Assessorato non avrà prodotto un elenco completo sia del valore, sia della situazione contrattuale, a seguito dell’applicazione della delibera 165/14 sui canoni, dei singoli immobili.

Si proceda con la vendita dei locali commerciali e si utilizzi l’intera entrata per risolvere l’emergenza abitativa.

 

                                                                                                                                        La Segreteria

                                                                                                                           Dell’UNIONE INQUILINI – 9 febbraio 2015

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