Roma, morosità incolpevole, dal prefetto la sospensione sfratti fino al 31 gennaio 2015. Moduli da compilare presso sede del Sindacato

3edaa5384fbd38f3411a708aa903ba70482d8334a738646b59914765_175x175

Morosità incolpevole, la vittoria dell’Unione Inquilini per inquilini morosi: arriva sospensione sfratti fino 31 gennaio 2015. Per informazioni sul modulo e l’assistenza alla compilazione tel 064745711 – Unione Inquilini – via Cavour, 101.

Una battaglia in cui  l’Unione Inquilini si è impegnata per ben quattro mesi e che in questi giorni ha finalmente visto “luce e vittoria” per le famiglie in difficoltà e che oggi vivono in condizioni di morosità senza averne alcuna colpa.
“Che le richieste di aiuto da parte di queste famiglie siano prevedibilmente molte –  ha dichiarato Daniele Ozzimo,  l’Assessore alle politiche abitative – è desumibile dalle dimensioni del problema: gli sfratti a Roma nel 2013 sono stati seimila” ed è ragionevole ritenere che arrivino altrettante domande. Per completare le verifiche su migliaia di domande attese – ha proseguito Ozzimo – occorreranno almeno i mesi di novembre, dicembre e gennaio”. 
Dopo queste dichiarazioni di Ozzimo del 17 novembre, espresse durante la trasmissione Mi manda Rai Tre relative alla questione sfratti per morosità incolpevole, è arrivato l’annuncio ufficiale da parte del Prefetto di Roma che ha infatti reso nota la sospensione degli sfratti fino alla data del 31 gennaio 2015.
Quello che urge, come è stato già più volte dichiarato dal sindacato, è il lavoro dei comuni. E’ da questi che le Prefetture devono ricevere gli elenchi delle persone con diritto al contributo relativo alla morosità incolpevole, così da mettere in atto le relative decisioni: valutazione delle domande da graduare e accompagnamento sociale verso altra casa o diverso contratto.
“Il Prefetto di Roma ha sospeso gli sfratti fino al 31 gennaio 2015 – ha spiegato Massimo Pasquini, Segreterai Unione inquilini Roma -. Sono pronti i moduli da compilare a cura degli sfrattati per essere riconosciuti in morosità incolpevole. Tutte lee domande devono essere presentate entro il 31 dicembre; solo così  il comune potrà vagliarle e fornire l’elenco delle famiglie con sfratto per morosità incolpevole al prefetto ai fini della graduazione degli sfratti e l’accompagnamento sociale verso altra casa o altro contratto. La sospensione degli sfratti decisa dal prefetto – conclude Pasquini – consente al comune di poter valutare le domande e procedere alla formazione dell’elenco delle famiglie con i requisiti”. 
I dati degli sfratti infatti in Italia continuano a mettere davanti agli occhi tutt’oggi il dramma della precarietà. Se infatti nel 2012 si parlava di 65.000 nuove sentenze di sfratto relative al 2011, di cui il 90% per morosità e di altri 125.000 richieste di estensione degli sfratti con la forza pubblica, oggi i dati rivelati dal Ministero degli interni e relativi al 2013 sono ancora più drammatici. Sappiamo già che sono aumentati:  l’89% di questi è per morosità incolpevole. Nel 2013 sono state emesse ben 73.385 sentenze di sfratto, di queste 65.302 sono state per morosità incolpevole, 5.424 per finita locazione e le restanti per necessità. Confrontate con il  2012 le sentenze di sfratto sono aumentate del 4,37%. Parliamo dunque di quasi 10.000 sentenze di sfratto in più.

Nel 2013, ridando attenzione alla città  Roma, la Capitale risulta la metropoli con il più alto numero di sfratti per morosità: sono 7.042, in aumento del 14% rispetto ai 6.191 dell’anno precedente.

“A livello nazionale – ha spiegato di recente Walter De Cesaris, Segretario Nazionale Unione Inquilini  –  il rapporto medio sentenze di sfratto del 2013 in rapporto alla famiglie abitanti, sempre riferito al totale delle famiglie è mediamente di 1 sentenza di sfratto ogni 353 che diventa riferito alle famiglie in locazione da privati 1 sentenza ogni 70 famiglie. E’ anche vero che,  in termini assoluti, le grandi aree metropolitane hanno numeri maggiori ma questi per essere degni di analisi devono, a nostro dire, tenere conto del rapporto con le famiglie in locazione e non quelle totali”.

Con questa battaglia l’Unione Inquilini continua a portare avanti la sua politica e la sua volontà di chiedere che una quota dei fondi strutturali  vengano destinati all’aumento dell’offerta di alloggi sociali, come la possibilità di attuare misure diverse solo laddove lo stato sia in grado di spostare i cittadini in difficoltà da una casa a un altro alloggio.
Occorrerebbe abbandonare la  politica che basa il diritto alla casa sulle privatizzazioni degli immobili pubblici e le liberalizzazione degli affitti. A tal proposito domani continua la battaglia contro la vendita all’asta delle case popolari con un presidio davanti alla Regione Lazio.
Isabella Borghese, giornalista
www.unioneinquiliniroma.it
 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>