PRIMAVALLE, assemblea martedì 14 ore 17,00 presso ex Lavanderia

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CHIEDIAMO CHE L’EX COMPRENSORIO DEL SANTA MARIA DELLA PIETA’ SIA UTILIZZATO A FINI SOCIALI E CULTURALI, CHE LA POLITICA FACCIA IL SUO LAVORO PER QUESTO BENE COMUNE.

Sono moltissimi anni che l’ex manicomio di Roma ha visto finalmente chiudere la sua funzione di istituzione chiusa. La legge per la chiusura dei manicomi parlava di un loro utilizzo pubblico e per la collettività.

Non è stato così. Per molti anni non è esistito un progetto unitario, che sapesse come utilizzare i padiglioni; per anni  una parte della sinistra ha pensato che nei padiglioni dell’ex manicomio doveva sorgere una università; e si è perso tempo.

Per anni la ASL RME ha gestito questo patrimonio come se fosse una struttura sua, privilegiando un disegno disorganico e clientelare, al limite del privatistico. Emblematico la falsa assegnazione delle cucine-ristrutturate con soldi pubblici –e date ad un gruppo speculativo-legato sindacalisti della stessa ASL. La struttura e’ chiusa da 3anni ed è in corso un inchiesta della magistratura. Questa struttura deve essere riaperta con un progetto di mensa popolare; ne ha tutte le caratteristiche.

Rimangono non utilizzati e chiusi da 30 anni 10 padiglioni, una vergogna di fronte alla necessità del comune di Roma, di avere strutture recettivi a fini sociali e culturali e di servizi.

Per questo se siamo d’accordo con la proposta di ricostruire gli ostelli della gioventù là dove erano stati progettati e illegalmente rimossi dalla giunta Storace e dalla passata amministrazione della ASL,  ma riteniamo che non basta.

Crediamo che il municipio debba rafforzare la sua presenza nei padiglioni del Santa Maria della Pietà rafforzando la CENTRALITA’, di questo luogo.

Cosi’ come crediamo che due padiglioni debbano essere destinati a ‘CASA DELLO SFRATTATO’’ e cioè dati a quelle famiglie che subiscono uno sfratto e lasciati per strada. Due padiglioni che adeguatamente ristrutturati possono ospitare temporaneamente-sino a quando non gli verrà dato un aiuto all’affitto o una casa popolare- circa trenta famiglie. Attualmente a chi è sfrattato viene data la possibilità solo di scegliere se andare a vivere temporaneamente nei centri di prima accoglienza, dove vengono anche collocate i ‘barboni’ e i ’tossicodipendenti’; ci sembra un po’ grave, infatti solo 2 famiglie su 100 decidono di usufruire di questo servizio.

Per questo e’ importante collocare ‘la casa dello sfrattato’ dentro l’ex comprensorio, perché esiste un patrimonio pubblico che deve essere vissuto.

E’ tempo che il comune faccia propria la delibera per l’acquisizione di tutto del Santa Maria della Pieta’, lavorando e imponendo a Regione e ASL RME, che questo BENE COMUNE, venga utilizzato nel miglior modo possibile, cosa che a tutt’oggi non è stata fatta.

E’ necessario che il comune di Roma discuta la delibera presentata, cosi’ come per legge e che si formi un tavolo stabile, coinvolgendo tutte le istituzioni ma anche l’associazione ex Lavanderia che da anni lotta contro la privatizzazione di questo importante spazio.

LAVORIAMO PER LA CITTA’ FUTURA.

Unione Inquilini Primavalle

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