Roma, nessuna chiusura dei residence e provvedimento limitato a 300 nuclei familiari

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Roma: Delibera Sostegno Abitativo – Nessuna chiusura dei residence e provvedimento limitato a 300 nuclei familiari

E’ stato pubblicata la delibera della Giunta Comunale che, a dire del Sindaco e degli Assessori avrebbe lo scopo di chiudere i residence ed uscire dalla fase di emergenza abitativa.

Ma leggendo la delibera è facile scoprire che le buone intenzioni rimangono sulla carta e la delibera non avrà alcun effetto pratico.

La delibera prevede 3 “interventi concreti”: Il servizio di Assistenza Alloggiativa Temporanea per l’emergenza, un “buono casa” e un “contributo all’affitto”.

Con il primo intervento, con una capriola di 360 gradi, si decide che gli attuali residence non vengono più chiusi o dismessi, ma si apre un apposito bando, per chiedere l’assistenza alloggiativa, a cui possono partecipare i nuclei familiari con sfratto esecutivo per morosità, con reddito fino a 18.000 euro.

Il “buono casa”, invece, viene dato ESCLUSIVAMENTE a chi è nei residence e riuscirà a trovare un proprietario che gli farà sottoscrivere un contratto di almeno 4 anni. Il contributo medio (calcolato sull’ammontare del canone concordato) sarà di 700 euro al mese per un totale annuo di 8.400 + 5.000,00 una tantum per il trasloco.

Il contributo per il 2014/15 è di 2 milioni e 700 mila, per cui per il primo anno potranno uscire dai residence non più di 200 nuclei familiari!

Nell’anno successivo, se il contributo rimanesse costante, potrebbero uscire altri 75 nuclei familiari, che si riducono a 30 nel 2017, per un totale massimo di 300 nuclei familiari che potranno usufruire del buono, su oltre 2000 nuclei oggi presenti nei residence.

Nel frattempo, però, in forza del bando previsto per l’ Assistenza alloggiativa nei residence verranno inseriti altri nuclei familiari, con la conseguenza che per l’Amministrazione non vi sarà alcun beneficio economico di riduzione di spesa.

Il terzo intervento non fa che riproporre, senza alcuna modifica ed integrazione, e quindi con tutti i problemi irrisolti sorti in questi anni, la delibera 163 del 1998 che affida ai municipi l’erogazione di un contributo a nuclei familiari da loro assistiti.

In tutta la delibera non vi è alcun cenno alle decine, forse centinaia, di case di proprietà pubblica (Comune, Regione, IPAB) o di enti Previdenziali attualmente sfitte che potrebbero essere concesse in locazione a prezzi inferiori al mercato, né ad alcun altro provvedimento che possa effettivamente far passare da una fase emergenziale ad una fase programmatica.

Come al solito dopo tante promesse, ed un analisi condivisibile, esce un provvedimento inutile a risolvere i numerosi problemi della nostra città.

Guido Lanciano, Avvocato Unione Inquilini Roma

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