Scuola – Proposta di delibera d’iniziativa popolare

scuola

L’Unione Inquilini è promotore e sottoscrittore delle proposte e invita tutti a firmarle nelle sedi.

PROPOSTA DI DELIBERA D’INIZIATIVA POPOLARE

OGGETTO: per l’eliminazione di ogni finanziamento presente e futuro alle Scuole dell’infanzia private e la destinazione alle Scuole comunali dei finanziamenti necessari agarantire l’accoglienza di tutti e tutte gli/le aventi diritto e la fornitura di tutti i servizi pubblici connessi
Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione
Il Consiglio di Roma Capitale

PREMESSO

che l’Art 33/Cost, avendo riconosciuto a “Enti e Privati” il diritto di istituire scuole e istituti di educazione “senza oneri per lo Stato”, ha riconosciuto anche all’Ente Locale il diritto di istituire proprie scuole per l’infanzia ;
che, per il Comune, tale diritto si configura anche come “dovere”, rientrando nelle attribuzioni dei Comuni dar risposta ai problemi e ai bisogni emergenti da parte degli abitanti, in quanto Enti direttamente responsabili della tutela dei diritti della comunità, dei beni comuni, dei servizi pubblici e del walfare locale, cui peraltro i cittadini contribuiscono anche con la tassazione
locale

CONSIDERATO

che con la Legge 444/1968 la Scuola materna è stata inserita nel sistema scolastico come “Scuola dell’Infanzia”;
che pertanto essa non è più da considerarsi “servizio socio educativo”, ma la sua frequenza – sia pure non obbligatoria – rientra a pieno titolo nell’espletamento del diritto all’istruzione che non può essere negato a nessuna persona umana.

RILEVATO

che ad oggi, secondo i dati dello stesso Assessorato alle Politiche scolastiche del Comune di Roma, sono 4.680 i bambini che non trovano posto nella Scuola d’Infanzia pubblica, costringendo le famiglie a rivolgersi alle scuole paritarie, ovvero ai privati, che coprono oggi ben 2.332 sezioni, circa il 40 % del servizio;
che questo significa per le famiglie un onere economico non indifferente, tanto da dover in molti casi rinunciare all’accesso, e una limitazione della libertà di coscienza dovuta all’obbligo di sottostare a progetti educativi di tendenza, anche se non condivisi ;
che gli investimenti finalizzati alla costruzione e gestione delle scuole pubbliche e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, alla realizzazione di interventi pubblici finalizzati all’espansione dei servizi e del welfare locale sono essenziali per sostenere diritti e bisogni delle comunità locali.

RITENUTO

che tutti i motivi suddetti renderebbero intollerabili politiche dirette a finanziare istituzioni private, ancorché paritarie,in quanto in contraddizione con la funzione pubblica e sociale del Comune volta a tutelare la laicità dell’istruzione attraverso il pluralismo culturale e il rispetto della libertà di coscienza;
che rappresentando la Scuola pubblica dell’Infanzia il luogo dove il diritto all’istruzione viene gestito in forma democratica, con la partecipazione dei genitori negli organi di gestione, essa non può essere sottratta a una parte peraltro così rilevante degli aventi diritto

L’ASSEMBLEA CAPITOLINA DELIBERA

a partire dalla previsione del Bilancio per l’anno 2015
1) di convogliare tutti i finanziamenti per la realizzazione di scuole d’infanzia pubbliche e per la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici esistenti, considerandoli essenziali alla comunità e riconducibili alle categorie dei beni comuni e del welfare locale. La priorità per Roma Capitale è di finanziare, nell’ambito dell’attuazione della Costituzione, le scuole comunali dell’infanzia con apposito stanziamento annuale e pluriennale deliberato nel documento di Bilancio dell’Ente Locale, che ne garantisce il pieno funzionamento, l’efficacia dell’attività al pubblico e la funzionalità nel rispetto dei principi già contenuti nel Regolamento comunale del Comune di Roma con D.C.C. 261/96 e s.m.i.;
2) di riservare, dall’approvazione di questa delibera e per il futuro, idonee risorse finanziarie a favore delle scuole comunali dell’infanzia di pertinenza dell’Ente Locale, fino ad esaurimento della domanda anche per quel che riguarda la richiesta di tempo pieno, nel rispetto della funzione della pedagogia di qualità promossa dalla legge 820/1971;
3) di farsi promotore vigile presso le Istituzioni statali di competenza perché realizzino scuole d’infanzia statali a completamento dell’esaurimento della domanda, e che includano nella loro concezione anche in questo caso il tempo pieno così come indicato al punto 2;
4) di farsi garante della tutela della laicità nella scuola dell’infanzia prevedendo in tutte le sezioni la presenza di docenti che svolgano attività programmate con i bambini e le bambine che non frequentano l’IRC;
5) di non erogare i finanziamenti stanziati ed erogati dalle precedenti Amministrazioni capitoline nei precedenti Bilanci, a scuole paritarie o private, destinando i fondi e le risorse economiche e finanziarie previste nel Bilancio a favore e con vincolo di destinazione esclusivamente per le scuole dell’infanzia pubbliche;
6) di non esternalizzare alcun servizio relativo alla scuola d’infanzia – dalla gestione delle mense scolastiche, alle AEC, a sezioni interne alle stesse scuole – e a reinternalizzare tutti i servizi esistenti, a garanzia della qualità e della gratuità, con l’obbligo di salvaguardia dei posti di lavoro esistenti;
7) di istituire progetti o finanziamenti pubblici specifici che riducano o eliminino, attraverso l’erogazione di sussidi e forme di sostegno economico, le difficoltà delle famiglie non abbienti;
e che possano servire altresì a tutelare i percorsi di integrazione, autonomia e inserimento nel contesto scolastico, di alunne e alunni che presentino accertate situazioni di disabilità e disagio sociale. Tutto ciò nell’ottica del superamento delle barriere e degli ostacoli di esplicazione della personalità e per un efficace intervento pubblico nel rispetto degli articoli 2, 3 e 33 della vigente
Costituzione repubblicana;
8) di convocare, entro due mesi dall’approvazione della presente deliberazione, un Consiglio Comunale aperto all’intera cittadinanza, volto all’attuazione dei principi sopraesposti e al rispetto del vincolo di destinazione d’uso e all’effettivo utilizzo delle risorse finanziarie ed economiche pubbliche di cui agli articoli 1, 2, 4, 5, 6 e 7 della presente delibera;
di prevedere l’istituzione di un osservatorio permanente presso il Dipartimento Politiche Educative e Scolastiche di Roma Capitale, che annualmente relazioni con conferenza di servizio lo stato degli interventi effettuati e coordini le iniziative di competenza dei Municipi quali Enti Locali di prossimità, in ordine alla destinazione e impiego delle risorse;
i Municipi dovranno avvalersi anche di Consulte pubbliche già istituite e di forme di partecipazione popolare su loro specifica richiesta, con funzione di proposta, programmazione e gestione e sulle priorità di utilizzo delle risorse economiche e finanziarie pubbliche allo scopo indicato nella presente delibera, finalizzato all’interesse generale e per la trasparente e corretta
gestione dei finanziamenti;
9) di farsi portavoce in ogni sede istituzionale e in sede ANCI, affinché venga presa posizione in direzione di quanto affermato nella presente delibera;
10) di formulare il presente indirizzo, in occasione dell’approvazione dei Bilanci preventivo, consuntivo e di eventuali variazioni e assestamenti, in ordine al finanziamento e alle risorse economico – finanziarie in materia di servizi e attività scolastiche per la scuola dell’infanzia di pertinenza dell’Ente Locale Roma Capitale.
L’Assemblea Capitolina potrà definire apposito regolamento attuativo della presente deliberazione, per la parte di cui all’articolo 8 delle forme di partecipazione popolare e associativa, entro e non oltre sei mesi dall’approvazione della presente delibera

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