SFRATTI: A ROMA E’ ALLARME ROSSO. NEL 2014 CRESCONO ANCORA SENTENZE, RICHIESTE DI ESECUZIONE E SGOMBERI CON LA FORZA PUBBLICA

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SFRATTI: A ROMA E’ ALLARME ROSSO. NEL 2014 CRESCONO ANCORA LE SENTENZE, LE RICHIESTE DI ESECUZIONE E GLI SGOMBERI CON LA FORZA PUBBLICA.

DICHIARAZIONE DI GUIDO LANCIANO, SEGRETARIO ROMANO DELL’UNIONE INQUILINI.

“Non si può rimanere indifferenti di fronte all’ennesima dimostrazione della acuta sofferenza abitativa che investe la città come uno tsunami inarrestabile.

I dati pubblicati dall’Agenzia di Statistica del Ministero dell’Interno sull’andamento degli sfratti in Italia nel 2014 parlano di una situazione che peggiora ancora in tutta Italia e in particolare a Roma.

Le nuove sentenze di sfratto, che nel 2013 per la prima volta avevano superato la soglia degli 8000 provvedimenti, sono ulteriormente cresciute, arrivando nel 2014 a 8264. Le richieste di esecuzione con l’Ufficiale Giudiziario sono giunte a 10.263 (+28,67% rispetto al 2013) e le esecuzioni forzate con la forza pubblica sono state 2.726 (con un incremento di quasi il 5% rispetto all’anno scorso).

In pratica a Roma nel 2014 per ogni giorno lavorativo ci sono stati 13 sfratti eseguiti con la forza pubblica, 47 accessi di Ufficiali Giudiziari, 38 nuove sentenze di sfratto.

La morosità passa dall’86% del totale delle sentenze emesse  nel 2013 al 90% nel 2014.

Rispetto alla media nazionale di uno sfratto ogni 334 famiglie residenti, Roma ha una media di 1 sfratto ogni 240 famiglie residenti (si tratta dell’insieme delle famiglie residenti, comprese quelle che hanno la proprietà dell’alloggio).

Questi numeri, già di per sé drammatici, sono ulteriormente sottostimati in quanto il medesimo Ufficio di Statistica afferma che i dati romani relativi al 2014 sono ancora incompleti.

Come se non bastasse, il prossimo 28 giugno scade la cosiddetta miniproroga degli sfratti per finita locazione che ha in Roma una delle città maggiormente coinvolte.

Roma si presenta, pertanto, alle soglie del Giubileo straordinario, dedicato da Papa Francesco alla carità, come una delle città italiane più crudeli nei confronti delle fasce più in difficoltà per la crisi economica e sociale.

Occorre un presa di responsabilità da parte del governo nazionale, di quello regionale e del comune e, assieme a questi, da parte della Prefettura.

E’ possibile intervenire con provvedimenti di differimento nei confronti della morosità incolpevole, occorre intervenire immediatamente per impedire che la scadenza del 28 giugno ponga in difficoltà anziani, malati terminali, portatori di handicap e nuclei con minori.

Occorrono misure urgenti per istituire commissioni di graduazione ai fini di consentire gli sfratti solo con il passaggio da casa a casa per i nuclei familiari che hanno diritto a una casa popolare.

Più in generale, occorre superare la vecchia logica che riduce la sofferenza abitativa ad emergenza, fonte come visto di corruzione e malaffare, per intervenire sui nodi strutturali: l’Unione Inquilini chiede alla Giunta Comunale un piano per l’aumento delle case popolari, anche attraverso il recupero e riuso ai fini della residenza sociale dell’enorme patrimonio immobiliare in disuso o in dismissione, a partire da quello pubblico e dal demanio militare e civile.”

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