SFRATTI IN CALO NEL 2019, NEL LAZIO OGNI GIORNO 4 FAMIGLIE IN STRADA

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Il rapporto sui dati degli sfratti forniti dall’ufficio statistica del Ministero dell’interno a Unione Inquilini segnalano la diminuzione delle richieste 9,135 (-7.43) e delle esecuzioni di sfratto 1,953 (-29.08) sia a Roma che nel Lazio. 

Continua però a essere la morosità, seppur in calo (-7.84), la prima causa degli sfratti emessi con un’alta incidenza nella capitale, ben 4,640 e 1,502 nel resto della Regione. Le necessità del locatore 154 richieste in tutta la Regione e la finita locazione 394 incidono poco. 

Numeri in calo che segnalano però come ogni giorno 4 famiglie circa siano sgomberate con la forza pubblica senza una soluzione alternativa adeguata.  Numeri che a seguito dell’emergenza Covid-19 senza misure adeguate che possano affrontare il caro affitti e il libero mercato abolendolo dalla legge 431/98, non si riuscirà mai a ridurre significativamente. Cosi come è indispensabile aumentare l’offerta di case popolari a canone sociale.

In una città dove però le Amministrazioni non guardano i dati sotto gli occhi di tutti e continuano a lavorare per una fantomatica zona grigia con la quale si confondono le famiglie in emergenza abitativa e per le quali si prospetta il social housing a beneficio dei privati che potranno realizzare con profitto questi progetti, la situazione ci pare drammatica. 

A preannunciare l’impennata di sfratti parla chiaramente il dato della cancelleria del Tribunale di Roma che nel mese scorso ha annunciato di aver ricevuto 100 richieste al giorno in una sola settimana. 

Intanto al Dipartimento Politiche abitative del comune di Roma tutto tace, non è ancora pervenuta una possibile data per il tavolo di crisi, il contributo all’affitto non arriva e non troviamo traccia della determina che dopo la variazione di bilancio al Campidoglio avrebbe dovuto dare il via alle erogazioni. 

Anche in Regione Lazio tutto viene rinviato a settembre, eppure gli stanziamenti del Ministero delle Infrastrutture, circa 24 milioni, dovrebbero essere in disponibilità. 

Fondi che purtroppo seguono tempi burocratici che mal si conciliano con le oltre 49 mila famiglie che hanno fatto domanda del contributo e che rimangono in attesa con i proprietari a bussare alle porte. 

 

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