Un anno di vita per l’occupazione di Tor De Schiavi. “Questo posto, una proposta per il diritto alla casa”

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Una festa vera quella che si è tenuta ieri presso lo stabile Acea, occupato dallo scorso ottobre, dove oggi vivono 16 famiglie, con circa 19 bambini. Una festa organizzata dagli occupanti stessi, che si sono sbizzarriti nella preparazione di numerosi piatti per la cena e con il piacere di voler trascorrere la serata tra balli e canti.  Adulti e bambini, insieme. Interviste video: QUI e QUI

Non è mancata la presenza di Rudy Colongo, Presidente organizzazione IBlu e responsabile dell’occupazione, così come Renato Rizzo, Unione Inquilini Roma, Claudio Ursella, Segretario della Federazione Romana del Prc, Fabio Alberti, del Coordinamento DeLiberiamo Roma.

Tutti in comune hanno espresso la loro soddisfazione per aver tolto la palazzina Acea alla speculazione edilizia, ma anche del lavoro che gli occupanti hanno realizzato all’interno dello stabile nel corso di questo anno, rendendo la palazzina un luogo vivibile (vi rimandiamo alle foto) in cui oggi continuano a convivere diverse etnie.

“Questa realtà – spiega Renato Rizzo – dimostra che palazzi come il presente di Acea non possono essere dati a chi ci vuole speculare sopra, ma utilizzati per farci vivere famiglie, e anche a uso sociale, come oggi – ha aggiunto. –  Siamo qui per festeggiare questo anno di occupazione. Questo posto è una proposta per il diritto alla casa. Ozzimo, che non è qui lo sa, e sa che dovrà fare i conti con questa esperienza. Tutti sanno – conclude Rizzo – che qui dentro si chiede solo di rispettare il diritto alla casa. Bisogna cercare di andare al Comune per far riconoscere legalmente questo spazio a uso abitativo”.

“Io sono felice di essere qui per tutti i bambini che vedo – dichiara Claudio Ursella – Occorrono incontri, conflitti, per il diritto alla casa, ma oggi festeggiamo un anno di questa occupazione, di cui vedo tutti i miglioramenti”.

“Siete andati avanti molto dalla notte in cui siamo entrati qui dentro – aggiunge Fabio Alberti –  Oggi c’è molta vita dentro questo stabile, occorre però andare dall’assessore, che deve necessariamente fare qualcosa per tutte le famiglie in stato di precarietà abitativa. Le case vuote devono andare a chi ha bisogno di casa. Siamo invece in un momento in cui il comune ha tolto anche roulotte per abuso edilizio. La precarietà abitativa ha bisogno di politiche adeguate per aiutare le famiglie in stato di disagio”.

Per il resto “a parlare”, durante la serata, sono state le famiglie riunite a mangiare insieme a ballare, a cantare a raccontarci, anche, che prima non avevano un posto dove dormire, che un anno fa lo stabile era completamente dismesso, e oggi, invece con il loro impegno, hanno un tetto sulla testa.

a cura di Isabella Borghese

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