UNIONE INQUILINI: LETTERA AL MINISTRO CALENDA E ALLA SINDACA RAGGI. IL RILANCIO SOCIO ECONOMICO DI ROMA PASSA PER IL RIUSO E RECUPERO DEGLI IMMOBILI

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Un tavolo complicato, molto complicato, anzi complicatissimo quello Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Sindaca Virginia Raggi. Accuse pesanti tra le due cariche che sul “Tavolo per Roma” giocano altre partite.

Unione Inquilini rilancia sull’ estrema urgenza di questi 1,6 miliardi in totale, di cui 1,2 miliardi “risorse individuate” più 420 milioni “in corso di finalizzazione” per il rilancio di Roma Capitale annunciati dal ministro Calenda. Come spiega il segretario nazionale dell’Unione Inquilini Massimo Pasquini nella lettera aperta: “Un tema, quello delle politiche abitative tra i più sentiti dai cittadini romani, tenuto conto delle famiglie coinvolte, e delle ricadute che, programmi e iniziative strutturali di politiche abitative, possono avere anche in termini occupazionali e produttivi su Roma, oltreché rispondere ad uno dei bisogni fondamentali delle persone.”

Un segno importante per i cittadini romani è ripartire dalla casa. I dati che abbiamo sono allarmanti, nonostante la cementificazione selvaggia, la precarietà alloggiativa coinvolge gran parte dei romani. Guido Lanciano segretario romano dell’Unione Inquilini: “A Roma secondo la nostra stima più realistica abbiamo circa 500 interi stabili abbandonati, oltre a 80 mila appartamenti immediatamente utilizzabili frutto di una speculazione incontrollata.Sarebbe necessario avviare un grande piano strutturale per il riuso e il recupero ad uso abitativo sociale dell’immenso patrimonio immobiliare del demanio civile e militare, delle amministrazioni pubbliche e del privato, oggi inutilizzato e lasciato nell’abbandono più totale.”

Massimo Pasquini: “Proprio perché riteniamo che le politiche abitative sono una infrastruttura sociale necessaria e della quale è, altresì, evidente la necessità di svilupparla, siamo a chiedervi che nell’ambito del “Tavolo per Roma” il tema delle politiche abitative possa entrare con pieno diritto e a pieno titolo perché non è solo una risposta ad un diritto delle persone ma rappresenta la possibilità concreta, attraverso un vasto piano di recupero e riuso degli immobili inutilizzati, di creare opportunità lavorative per imprese e per chi oggi è alla ricerca di occupazione.”

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