Unione Inquilini Roma: “Il 29 in piazza per lottare contro l’evasione fiscale nell’ambito delle locazioni”

3edaa5384fbd38f3411a708aa903ba70482d8334a738646b59914765_175x175

La corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme che sanciscono agli inquilini di denunciare affitti in nero. ancora una volta ci troviamo a confrontarci su un diritto alla casa che non favorisce gli inquilini. verso quale scenario adesso andremo incontro?

La Corte Costituzionale ha dichiarato la incostituzionalità dei commi 8 e 9 dell’articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011, lo ha fatto per eccesso di delega ovvero sono articoli che prevedevano un intervento per il quale il Parlamento non aveva dato la delega. Quindi la incostituzionalità non è stata motivata per motivi di merito ma per un vizio procedurale. Questo è importante chiarirlo, cosi come è importante sottolineare che la corte costituzionale nel dispositivo ha chiarito che provvedimenti di quel tipo erano talmente rivoluzionari che necessitano di una legge ordinaria. Da qui dobbiamo partire.

Cosa accadrà adesso e cosa rischiano gli inquilini?

Ora migliaia di inquilini, in particolare studenti fuorisede, immigrati, lavoratori in mobilità ma anche famiglie, rischiano conseguenze gravissime a partire dalla richiesta di arretrati fino al rischio di sfratto per morosità. Non è ammissibile che inquilini che hanno applicato una legge dello Stato, e che con lo Stato hanno stretto un patto finalizzato all’emersione del nero e alla lotta all’evasione fiscale siano lasciati in balia di proprietari evasori fiscali. Si tenga conto che in Italia ci sono analisi e studi che indicano in 950 mila gli alloggi affittanti in nero, che la mancata dichiarazione dei redditi derivanti da affitti in nero è valutata in 5 miliardi di euro e infine che l’evasione della sola IRPEF è pari a 1,5 miliardi di euro.

Un numero importante di risorse economiche…

Sì, risorse sottratte ai servizi sociali e a politiche abitative pubbliche.

Cosa avete chiesto al Governo e al Parlamento?

Per questi motivi abbiamo chiesto con forza al Governo e al Parlamento di affrontare la questione riproponendo in una sede consona legislativamente le norme dichiarate incostituzionali per eccesso di delega e di prevedere una norma che faccia salvi i contratti registrati. Devo dire che abbiamo trovato ascolto, in particolare, da parte di parlamentari del Pd, di Sel. Si sta infatti lavorando a emendamenti al decreto legge del cosiddetto Piano casa del Ministro Lupi. A sostegno di queste proposte e per sollecitare interventi saremo il 29 aprile alla manifestazione sotto la sede del Ministero dell’economia, una manifestazione nata spontaneamente su facebook e che ad oggi è sostenuta da Unione Inquilini, Sunia e Acorn Italy.

Con la cedolare secca che nel piano casa ha ridotto ulteriormente le tasse ai proprietari del 10%, parliamo dei proprietari che affittano con canone concordato non si risolve il problema del mercato libero, del caro affitti. A essere favoriti continueranno ad essere invece solo i proprietari...

Il Piano casa del Ministro Lupi in realtà è un piano casa finto, in realtà è un sostegno ai proprietari in un periodo nel quale la crisi morde in maniera fortissima e i dati ultimi su gli sfratti che continuano ad aumentare, in particolare quelli per morosità incolpevole. L’intervento di abbassamento al 10% della cedolare secca sarebbe stata utile se collegata e coordinata con una ricontrattazione sostanziale dei canoni di locazione, ovvero con una loro riduzione. Senza un reale abbattimento dei canoni di locazione ogni riduzione di tasse è solo finalizzata a mantenere lo status quo.

Cosa si sarebbe dovuto fare di più utile?

Anzi andavano prese iniziative più coraggiose quali ad esempio abolire la cedolare secca per i contratti a libero mercato e con queste risorse abbattere le tasse per quei proprietari che accettavano di stipulare un nuovo contratto a canone agevolato con l’inquilino sotto sfratto. Invece il Governo fa solo interventi di facciata buoni per effetti annunci sulla stampa ma poi nel concreto si appresta ad assestare un altro bel colpo al patrimonio di case popolari avviando un processo di vendita e di privatizzazione ulteriore esattamente il contrario di quello che serve.

Diceva prima: in piazza il 29 aprile. Chi scenderà con l’Unione Inquilini? 

Intanto sì, scendiamo in piazza il 29 aprile saremo al Ministero dell’economia in via XX settembre dalle ore 16. Noi continuiamo a manifestare e lo facciamo al centro di roma dove Alfano, ma non solo lui, vorrebbe cacciare le forme di partecipazione. E’ una manifestazione presidio, che vedrà la presenza di decine di inquilini strozzati da canoni neri e che avevano avuto il coraggio di denunciare i contratti in nero e che non devono essere lasciati da soli. Non saranno soli, ci saremo noi dell’Unione Inquilini che da tre anni siamo i promotori di una vasta campagna contro i canoni neri, ci sarà il Sunia, Acorn Italy e compatibilmente con i lavori parlamentari anche senatori e deputati e posso dire che la Senatrice Zanoni ha già dato la sua adesione, ma voglio ricordare che sono decine i parlamentari che hanno sottoscritto interrogazioni al Governo nel quale chiedevano un intervento in linea con le nostre proposte.

Cosa ci possiamo aspettare da questa manifestazione?

Dalla manifestazione ci aspettiamo in primis il segnale che la sentenza della corte costituzionale non ci ha tacitato, che siamo determinati a condurre una lotta a fondo all’evasione fiscale nel comparto delle locazioni e che vigileremo che gli impegni presi con noi anche in occasione della recente audizione al senato, in particolare dai relatori del decreto legge sul piano casa, diventino concreti ed efficaci. Invito davvero tutti e tutte a partecipare martedì 29 aprile 2014 ore 16 al presidio a Roma in via XX Settembre, sotto il Ministero dell’Economia si tratta di contrapporre il diritto alla casa che è la civiltà, alla barbarie dei contratti in nero da parte di proprietari parassiti, ce la possiamo fare con l’aiuto di tutti. Noi ci saremo!

Intervista a Massimo Pasquini, Unine Inquilini Roma, a cura di Isabella Borghese

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>