Vendita all’asta case popolari. De Cesaris: “Dall’incontro in Ministero primo obiettivo raggiunto: decreto verrà modificato.”

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Vendita all’asta case popolari. Unione Inquilini al Ministero delle Infrastrutture. Decreto verrà modificato. Si riapre la partita anche con Regioni e Conferenza Unificata.

E’ avvenuto questa mattina l’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra il dottor Novara, capo della segreteria, il dottor Seta, capo segreteria tecnica del Ministro Lupi, appositamente delegati e parte delle segreteria facente capo al sindacato dell’Unione Inquilini.

Un incontro seguito a settimane di mobilitazioni, tutte figlie della richiesta avanzata dagli assegnatari delle case popolari del sindacato stesso per il ritiro del decreto dell’art.3 del Piano Lupi che intende vendere all’asta le case popolari.

L’Unione Inquilini ancora una volta ha portato avanti la sua battaglia, ricordando la disperazione delle famiglie scese in piazza che in queste settimane hanno espresso tutta la loro fatica e impossibilità a potersi permettere un alloggio diverso da quello popolare in cui vivono. Del resto sono stati gli assegnatari stessi a gridare:  “Piuttosto che andar via in queste case ci incateneremo”.

Oggi l’Unione Inquilini ha così ribadito il merito delle critiche fatte allo schema di decreto applicativo dell’articolo 3 della Legge 80 del 2014. sottolineando  non solo i rischi e le conseguenze legate al meccanismo introdotto della vendita all’asta degli alloggi, ma specificando anche la mancanza di tutela assoluta e generalizzata a rimanere nell’alloggio, per tutti coloro che invece hanno diritto, per reddito e condizione, a vivere in una casa popolare, anche se non si acquista. Un ulteriore punto messo in risalto durante l’incontro: il riferimento ai prezzi di mercato.

“I rappresentanti del Ministro – ha dichiarato Walter De Cesaris, Segretario Nazionale Unione Inquilini post incontro – hanno annunciato che le questioni sollevate sono condivisibili e che sono in corso approfondimenti che stanno già portando a modifiche del testo”.

 Il decreto attuativo che il 16 ottobre è stato presentato in Conferenza Unificata dunque è superato.

“Ogni modifica – ha spiegato De Cesaris – adesso deve di nuovo essere oggetto di intesa con Regioni e Comuni. Le proteste e le mobilitazioni di queste settimane – ha aggiunto – hanno pertanto prodotto il risultato fondamentale di rimettere in discussione una materia che sembrava già essersi conclusa, con conseguenze molto pesanti, secondo noi, per il futuro del comparto dell’edilizia residenziale pubblica e più in generale per il diritto alla casa e la coesione sociale.”

Ora si tratta di passare a un altro testo? “Dal “congelamento” di fatto del decreto che era stato presentato e licenziato ad ottobre dalla Conferenza Unificata -ha specificato De Cesaris – dobbiamo passare a un altro testo che preveda nero su bianco la tutela assoluta che un nucleo familiare che ha il diritto a stare in una casa popolare deve poter restare, in ogni caso, nell’alloggio e non può essere posto in una condizione di precarietà abitativa. Ancora non è stato trasmesso alla Conferenza Unificata – ha continuato a spiegare il Segretario – invece, il decreto sul piano di recupero degli alloggi ERP in degrado o peggio vuoti perché inagibili (sono circa 40 mila)”.

Il Sindacato non  arresta la sua battaglia. “Come Unione Inquilini – sono state le dichiarazioni del Sindacato – abbiamo chiesto che questo intervento, i cui tempi di esecuzione sono già scaduti, venga accelerato. La priorità oggi – ha concluso – è l’aumento dell’offerta di alloggi a canone sociale e non le vendite che vanno sospese, prioritariamente occorrerebbe intervenire almeno per recuperare gli alloggi che sono disponibili ed è uno scandalo che siano vuoti in una condizione di fabbisogno sociale così pesante.”

E’ chiaro dunque che sul decreto oggi si riapre la partita anche con le Regioni e con gli enti locali che: prima hanno concesso  il proprio consenso a un testo molto negativo a livello sociale, ora invece stanno ponendo più attenzione verso la questione.

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Isabella Borghese, giornalista

www.unioneinquiliniroma.it

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