Comunicato stampa: Sfratti, continua la strage. Nessuna controtendenza nei primi sei mesi del 2014

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SFRATTI: NESSUNA CONTROTENDENZA NEI PRIMI 6 MESI DEL 2014. CONTINUA LA STRAGE DEGLI SFRATTI PER MOROSITA’ CHE COLPISCE ALLO STESSO MODO AREE METROPOLITANE, GRANDI E PICCOLE CITTA’. L’UNIONE INQUILINI: E’ IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DEL GOVERNO.

DICHIARAZIONE  DI WALTER DE CESARIS – SEGRETARIO NAZIONALE Unione Inquilini

“E’ stata pubblicata la statistica relativa all’andamento degli sfratti in Italia nei primi 6 mesi del 2014.

I nuovi sfratti emessi sono stati 39.427 (di cui 35.257 per morosità),  le richieste di esecuzione con Ufficiale Giudiziario sono state 74.718, gli sfratti eseguiti con la forza pubblica hanno raggiunto la cifra di 18.465. Nei primi sei mesi del 2013 (anno in cui si è raggiunto il picco negativo di 73.385 sfratti) gli sfratti emessi erano stati 38.869, 75.348 le richieste di esecuzione, 16.520 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica. Colpiscono i seguenti fatti:

  • il numero degli sfratti emessi  continua ancora a crescere (è dal 2008 che c’è una crescita costante);
  • gli sfratti per morosità continuano la loro devastante corsa e aumentano ancora in numero assoluto e in percentuale rispetto al totale degli sfratti;
  • aumentano le esecuzioni con la forza pubblica (si passa da circa 142 sfratti al giorno a 150);
  • il numero degli sfratti per morosità emessi nelle province raggiunge quelli emessi nei capoluoghi.

Si dimostra in maniera inconfondibile il fallimento delle politiche del governo, a partire dalle mirabolanti promesse avanzate nel cosiddetto “piano casa” del Ministro Lupi.

Troppo poche le risorse per il fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole, troppo complesse e lunghe le procedure burocratiche per l’erogazione dei contributi, ancora inapplicate, nella maggior parte delle città, le norme relative alla possibilità di graduare le esecuzioni in ragione delle misure di accompagnamento sociale rispetto all’onda lunga degli sfratti per morosità incolpevole.  Ancora oggi, per circa l’80% degli sfratti eseguiti, non c’è alcun intervento pubblico che consenta il passaggio da casa a casa, neanche per i nuclei con redditi bassi e gravi disagi familiari. Soprattutto, manca una strategia di aggressione alle cause strutturali dell’acuta sofferenza abitativa di cui l’esplosione degli sfratti, che non si arresta ma tende ancora ad acuirsi, è solo la punta  dell’iceberg.

Serve una vera politica sociale della casa che oggi non c’è: un grande intervento pubblico per incrementare l’offerta di abitazioni a canone sociale attraverso il recupero e il riuso a fini abitativa dell’enorme patrimonio pubblico inutilizzato o in disuso; un uso differente della leva fiscale per abbassare gli affitti attuali del 30-40% e penalizzare le case sfitte che risultano essere una enormità e che, in parte considerevole, coprono una consistente evasione fiscale che è valutata in almeno un milione di contratti.”

Per contatti: 392.4137970

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