Enasarco, nuove forme di tutela per le vendite

L'EURO E LA CRISI ECONOMICA

Venerdì 25 luglio è stato sottoscritto un nuovo accordo integrativo per le vendite degli alloggi per i quali è arrivata la lettera ma l’inquilino, pur avendo esercitato il diritto di opzione con mandato collettivo, non ha potuto acquistare prima del conferimento al Fondo Immobiliare.

Il testo dell’accordo dovrà essere ora approvato dai Fondi Immobiliari e ratificato dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Enasarco per diventare operativo.

I punti qualificanti sono:

  • ·        L’ENASARCO non conferirà al Fondo Immobiliare gli alloggi prima che sia decorso 1 anno dall’arrivo delle lettere, e 6 mesi dal primo rogito;
  • ·        Mantenimento della possibilità di acquistare, piena proprietà o diritto d’abitazione alle stesse condizioni, per un anno dal passaggio degli alloggi al Fondo Immobiliare.
  • ·        Mantenimento, sempre per un anno, della possibilità di cambiare la scelta dall’acquisto dalla piena proprietà al diritto d’abitazione o al rinnovo del contratto, per tutti quegli alloggi che hanno ricevuto le lettere di prelazione entro il 30.6.2013 e che hanno fatto il primo rogito da almeno sei mesi.
  • ·        Possibilità, entro un anno dal passaggio al Fondo Immobiliare, di sottoscrivere un nuovo contratto di locazione contenente una opzione d’acquisto dell’alloggio. Il canone di locazione sarà maggiorato del 30% ed entro il termine di otto anni si potrà acquistare l’alloggio al prezzo del mandato collettivo maggiorato del 2% annuo ma detraendo tutti i canoni di locazione, compresa la maggiorazione, pagati con il nuovo contratto.
  • ·        Il diritto d’opzione di cui sopra potrà essere ceduto a terzi senza limitazione.

Come si può agevolmente rilevare, abbiamo dato certezza nei tempi di acquisto dall’ENASARCO, ed abbiamo creato un’ulteriore opportunità per agevolare gli inquilini che non hanno potuto acquistare, creandosi con il diritto d’opzione una dilazione dei tempi di acquisto sino a 8 anni, e con il riscatto del canone, una base di acconto che può arrivare a circa il 20% del prezzo dell’alloggio, agevolando così il ricorso al credito, che le banche non vogliono concedere per l’intero importo della casa.

A settembre si concorderanno le norme pratiche di attuazione dell’accordo e, finalmente, si sbloccherà la cessione del diritto d’abitazione rateizzato.

Riteniamo come sindacato degli inquilini che queste nuove misure siano un ulteriore passo per garantire a tutti gli inquilini, che non hanno potuto acquistare l’alloggio, di mantenere un’abitazione in cui vivere.

Lo strumento di acquisto che riconosce valore al canone corrisposto che abbiamo introdotto è un primo piccolo passo, ma sicuramente può essere importante anche negli altri casi in cui le grandi proprietà vogliono dismettere i patrimoni immobiliari.

Il Parlamento con la legge 80/14 ha iniziato a normare tale possibilità di acquisto con il riscatto di parte dei canoni di locazione, e questo è un primo esempio di attuazione che ci permette di verificarne la fattibilità ed aumenta le possibilità degli inquilini di accedere alla proprietà dell’immobile da loro abitato.

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