Patrimonio pubblico dismesso. De Cesaris: “Serve vigilanza costante su una realtà che dà vantaggi a privati e perdita soldi pubblici”

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Non ci sono dubbi né cambiamenti per Walter De Cesaris, della Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini: “Il riuso del patrimonio pubblico esistente ai fini della residenza sociale è necessario per affrontare il nodo strutturale di quella che è ancora definita emergenza abitativa”

Non dimentichiamo che in Italia l valore dell’insieme del patrimonio pubblico è valutato in almeno 281 miliardi di euro: patrimonio che in buona parte risulta inutilizzato o in disuso, è il caso del demanio militare e civile. La proposta di De Cesaris, parte da una considerazione sulla legge che riguarda lo Sblocca Italia. 

“Nei processi di dismissione del demanio – ha spiegato – la priorità è per proposte ai fini edilizia residenziali pubblica, in subordine eventuali altri progetti da prendere in considerazione .” Fa poi un passaggio all’art.20 dello Sblocca Italia: “Per il conferimento a fondi immobiliari – ha aggiunto De Cesaris -non può far decadere regole pubbliche che erano a governo di quel patrimonio”.

“Questi due devono essere estesi all’insieme del patrimonio pubblico nei processi di dismissione – si è poi spiegato. – La priorità va data all’edilizia residenziale pubblica. L’eventuale conferimento di fondi non deve modificare la legislazione di provenienza. Per questo, la mia proposta è chiara: attraverso gli organi di vigilanza parlamentare servirebbe una forma di vigilanza costante, che metta luce su una realtà che ha come conseguenze il dare vantaggi ai privati e perdita di soldi pubblici”

L’intervento di Walter De Cesaris della segreteria nazionale del’Unione Inquilini è possibile ascoltarlo QUI

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