Piano Casa, occorrono ulteriori modifiche. La battaglia riprende

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Verrà discusso oggi alle ore 14,00 sui banchi dei consiglieri regionali il provvedimento elaborato dall’amministrazione Polverini (Proposta di Legge 75), ma emendato dalla giunta attuale a cui fa capo Nicola Zingaretti. La discussione avverrà secondo le  modifiche approvate ad Agosto dal consiglio, tra le quali ricordiamo alcuni provvedimenti sulle deroghe alle norme urbanistiche: parliamo di quelli relativi alle zone agricole – ad esempio – che dovevano essere utilizziate per nuovi impianti sciistici. Ma ricordiamo inoltre l’esclusione all’interno dell’applicazione del Piano Casa degli edifici che si trovano nelle aree naturali protette, qualora manchi previsione specifica nel piano di assetto.

Ma queste modifiche non sono state valutate insufficienti. Così riparte la battaglia dei Comitati, Territoriali, delle Associazioni ambientalistiche, Carteinregola, Legambiente Lazio, Italia Nostra Roma e anche del sindacato Unione Inquilini, che dopo l’assemblea pubblica di ieri pomeriggio presso il cinema Tiziano di via Guido Reni oggi alle 14,00, si incontreranno per un presidio alla Pisana.

“Le modifiche del Piano casa Zingaretti cambiano poco quello della Polverini”, dichiara il coordinamento di comitati Carte in Regola.

“Vogliamo che tutti prendano parte alla discussione perché il piano non è solo per gli addetti ai lavori ma riguarda il futuro – si è espresso nel comunicato stampa Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Per questo lanceremo un hashtag #zingarettistopcemento, con cui si potrà seguire l’evoluzione della vicenda e con il quale chiediamo a gran voce al presidente Nicola Zingaretti di frenare la speculazione sul nostro territorio e di fermare l’ulteriore colata di cemento che minaccia di abbattersi sulla nostra regione. Molto è stato fatto nei mesi scorsi rispetto alla stesura del pessimo piano Polverini – aggiunge –  ma ancora il Piano Casa attuale rischia di divenire un moltiplicatore di consumo di suolo su ogni territorio mettendo a rischio Roma e il Lazio sia dal punto di vista sociale, con la nascita di nuovi quartieri dormitorio, sia da quello del rischio idrogeologico”.

Anche Italia Nostra si fa sentire.

“La speranza – dichiara – era quella che modificasse in modo sostanziale il Piano Casa della Giunta Polverini che cancellava addirittura le tutele paesaggistiche della Regione tanto che il Ministro dei Beni culturali intervenne presso la Corte Costituzionale. Allora tutti i partiti dell’attuale maggioranza intervennero con dichiarazioni indignate su tutti gli articoli che stravolgevano il testo precedente”.

E non è tutto. “La Giunta Zingaretti – specifica nel comunicato stampa Italia nostra – invece di riconfermare la legge della Giunta Marrazzo, ha eliminato gli articoli contestati dallo Stato, ma ha fatto proprie molte decisioni della Polverini peggiorando addirittura alcuni articoli, come ad esempio quello che permette di applicare premi di cubatura anche agli edifici ancora da costruire. Il Lazio è l’unica Regione che permette  questa possibilità.  Con questo Piano – è spiegato – se non viene modificato, i Piani Regolatori, non contano più, ma fatto ancora più grave non contano più i Consigli comunali e tanto meno contano i cittadini che vedranno demolire e sorgere nei loro quartieri e in adiacenza alle loro abitazioni cubature molto più invasive di prima senza avere alcuna possibilità di potere intervenire.

Italia Nostra Roma, che  da anni si mobilita per la tutela dei bei villini novecenteschi dei quartieri di Prati, Nomentano, Trieste e degli edifici di pregio (anche se purtroppo non vincolati) di Garbatella e Testaccio, dichiara che sia una vero e proprio scempio e persino inaccettabile permetterne la loro demolizione o modifica sostanziale. Nella audizione nella commissione regionale Italia Nostra ha chiesto di non permettere l’applicazione del Piano in tutti i quartieri della “città storica” che era stata tutelata dal Piano Regolatore. Purtroppo è rimasto il testo originario.

Va ricordato inoltre che la Giunta Zingaretti intende prorogare il termine del Piano che per la Giunta Polverini doveva aver fine il 31 gennaio 2015. “Se questo dovesse avvenire – spiega Italia Nostra – sarebbe addirittura meglio non votare più il Piano Zingaretti e lasciare finire a gennaio prossimo i danni già provocati dal piano vigente. E’ chiaramente una richiesta provocatoria, ma la delusione è tanta nel vedere proseguire quanto deciso dalla Giunta precedente da questa Giunta che aveva promesso in campagna elettorale un deciso cambiamento rispetto al passato con maggiori tutele per il territorio e la vita dei cittadini nei loro quartieri”.

Italia Nostra Roma spera che, con questo ultimo appello a tutti i consiglieri regionali che oggi cominceranno a votare gli emendamenti, si riesca a ottenere un cambiamento degli articoli più contestati.

L’Unione Inquilini Roma, nella persona di Guido Lanciano, Segretario Roma aveva già aderito alla protesta contro il Piano Casa. “Il Piano casa in discussione alla Regione Lazio va sostanzialmente modificato – ha dichiarato – Nella realtà non è un piano casa, ma un piano edilizio tutto sostegno della cementificazione del territorio e senza alcun riflesso concreto che affronti la vasta precarietà abitativa vissuta nella Regione e a Roma”.

 

 

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