Taglio IMU/TASI. Massimo Pasquini: “Il governo dimentica gli inquilini. Il 10 ottobre per una nuova politica sociale della casa”

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TAGLIO IMU/TASI, LE CRITICHE DI MASSIMO PASQUINI, SEGRETARIO NAZIONALE UNIONE INQUILINI ROMA: PENALIZZATI INQUILINI, SI CREANO ULTERIORI DIFFICOLTA’ AGLI AFFITTI CONCORDATI.

A un mese dalla IV Giornata Nazionale Sfratti Zero le difficoltà degli inquilini non sembrerebbero migliorare, troverebbero invece ulteriori mancanze di attenzione da parte del governo che, mentre annuncia il taglio della Tasi, non si pone come urgenza la condizione degli inquilini.

A sottolineare e a commentare questa decisione è Massimo Pasquini, Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini.

“Non c’è solo il rilievo che con il taglio generalizzato delle tasse sulla prima casa si avvantaggiano di più i proprietari ricchi e le abitazioni di lusso – spiega Pasquini. -Il taglio dimentica completamente gli inquilini”. La TASI, tassa sui cosiddetti servizi comunali indivisibili, nel caso di immobili locati, in una quota tra il 10% e il 30% del valore catastale dell’immobile, deve infatti essere pagata dall’inquilino. Si tratta, evidentemente, di seconde case dal punto di vista della proprietà e che, pertanto, non avranno alcuna riduzione. Dal punto di vista di inquilini, sia di alloggi privati che di assegnatari di case popolari, però, si tratta a tutti gli effetti della casa di abitazione principale”.

Diverse le osservazione del Segretario, a partire da un principio di equità che andrebbe messo in atto tra proprietario e inquilino e ribadendo ancora una volta che i dati sugli sfratti risultano in aumento e tra questi il 90% sarebbero per morosità incolpevole. La Capitale in testa nel 2014 con 8264  sentenze di sfratto, con le richieste di esecuzione con l’Ufficiale Giudiziario giunte a 10.263 (+28,67% rispetto al 2013) e le esecuzioni forzate con la forza pubblica  2.726 (con un incremento di quasi il 5% rispetto all’anno scorso).

Adesso, con l’eliminazione di ogni tassazione sulla prima casa, non si dovrebbe escludere la situazione dell’inquilino che, vivendo in affitto nella casa di fatto la utilizza e a tutti gli effetti come prima.

A complicarsi, con l’eliminazione di ogni tassazione sulla prima casa, anche il praticare sconti fiscali, da parte del Comune, sulle seconde case messe in affitto a canone agevolato, secondo i parametri degli accordi locali.

“Con un quarto delle risorse che il governo metterà a disposizione dei proprietari, sembra anche a favore dei ricchi e delle abitazioni di lusso, ville e castelli – spiega Pasquini –  si potrebbe affrontare strategicamente questa sofferenza che è rappresentata dalla carenza di abitazioni sociali: un miliardo di euro all’anno per un piano decennale che realizzi 1 milione di abitazioni sociali in Italia, senza consumo di suolo, attraverso l’utilizzo del già costruito, a partire dal recupero e riuso a fini abitativi dell’enorme patrimonio pubblico del demanio civile e militare in dismissione o inutilizzato. Il 10 ottobre – conclude – per la giornata nazionale “sfratti zero” manifesteremo in almeno 50 città nelle città del Paese per chiedere questa svolta nella direzione di una nuova politica sociale della casa.”

Obiettivo del 10 ottobre sarà anche il riportare all’uso l’immenso patrimonio pubblico, demaniale civile e militare oggi ancora inutilizzato o in disuso e in Italia valutato in almeno 281 miliardi di euro. 

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