Unione Inquilini, per case popolari e assenza nomina Assessore alla casa è Natale di lotta e preoccupazione

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Unione Inquilini, dalla lotta contro vendita all’asta delle case popolari e comunali alla preoccupazione assenza nomina del nuovo Assessore alla casa. Quello che sta accadendo in questi mesi in Italia e a Roma (video, interviste, comunicati e dichiarazioni).

Si è detto tanto in questi due mesi sul decreto attuativo vendita all’asta case popolari dell’articolo 3 del Piano Lupi. Un decreto che ha visto, in data 16 ottobre 2014, il consenso della Conferenza Unificata con le regioni e i comuni, e che era in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Di fatto, tuttavia, il 26 novembre lo stesso è stato congelato. E con questo atto si è parlato del primo grande successo del sindacato in relazione a questa battaglia.

A determinare il congelamento del decreto l’incontro che il 26 novembre si è tenuto in sede del Ministero delle Infrastrutture tra i delegati del Ministro Lupi e i rappresentanti dell’Unione Inquilini.
Un incontro durante il quale il sindacato ha portato avanti ancora una volta la sua battaglia, mettendo l’accento sulla disperazione delle famiglie scese in piazza che, nelle settimane precedenti all’incontro, avevano rivelato paura, rabbia e soprattutto impossibilità di potersi permettere un alloggio diverso da quello popolare in cui risiedono. E che hanno lasciato le loro testimonianze video con altrettanta preoccupazione.
Ricordiamo che sono stati gli assegnatari stessi, in più di una circostanza a gridare: “Piuttosto che andar via in queste case ci incateneremo”.

Dichiarazione di cui ha preso atto il sindacato che, in sede al governo, ha presentato in generale le seguenti proposte: “Incrementare l’offerta di alloggi sociali – ha spiegato Walter De Cesaris, segretario Nazionale Unione Inquilini – al fine di rispondere alla domanda oggi inevasa di abitazioni a canone sociale”. In Italia bisogna recuperare 40.000 case popolari.

Un importante intervista rilasciata dal Segretario Nazionale entra in modo dettagliato in merito alla questione.
Ma cosa è successo dopo il 26 novembre? I territori hanno continuato a lottare riunendosi in assemblee. Numerose le sedi romane che si stanno mobilitando. Tra queste: Primavalle, Tor Marancia, Vigne Nuove…

Nonostante l’annuncio del congelamento, in mancanza di una comunicazione ufficiale, il 16 dicembre, Walter De Cesaris, ha inviato una richiesta formale alla Conferenza Unificata, alla Conferenza delle Regioni e all’ANCI . “Chiediamo di essere convocati – si è espresso il segretario –  in audizione in merito al decreto attuativo dell’articolo 3 della Legge 80 del 2014 che riguarda l’accelerazione delle procedure di dismissione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

E’ del 20 dicembre, dopo l’incalzare delle proteste da parte del sindacato che arriva un’altra risposta da parte del governo e la conferma del sindacato per il proseguimento di questa battaglia. “Rispondendo a una interpellanza parlamentare proposta dal PD, primo firmatario l’on. Morassut, che prendeva spunto dalle mobilitazioni promosse dall’Unione Inquilini, il governo ha risposto, confermando che il decreto, è stato modificato. E’ stato dichiarato che il 18 dicembre è stata trasmessa una nota integrativa alla Conferenza Unificata che prevede alcuni significativi cambiamenti al testo precedente.

Insomma, la mobilitazione del sindacato non si arresta. Ha chiesto una audizione presso la Conferenza Unificata e interverrà presso le singole Regioni affinché, in ogni caso, non si applichi il criterio delle aste pubbliche e sia garantito agli assegnatari che non comprano di rimanere nell’alloggio in cui vivono, impedendo così esodi forzati.

Altra preoccupazione si vive ad oggi per la scena romana della precarietà abitativa. Va ricordato che su Roma, con i fatti legati a “mafia capitale” e con la dimissione di Daniele Ozzimo, ormai ex Assessore alla Casa, il caos è all’ordine del giorno. Guido Lanciano, Segretario Unione Inquilini Roma, Lazio, si è presto espresso con chiarezza e non poca preoccupazione.
Dopo oltre 15 giorni dalle dimissioni dell’Assessore alla casa del Comune di Roma – ha dichiarato il Segretario il 18 dicembre – il Sindaco non ha ancora nominato il successore di Ozzimo. L’inerzia dell’Amministrazione è sconcertante, e ci preoccupa ancora di più alla luce delle notizie giornalistiche che prefigurano un accorpamento dell’Assessorato alla Casa con quello ai servizi sociali, come se le politiche abitative si limitassero all’assistenza e alla sola “emergenza abitativa”.

“L’Unione Inquilini – ha spiegato Lanciano – da anni ha denunciato la mancanza di una politica complessiva sul problema abitativo a Roma, e ha chiesto una sinergia tra gli assessorati alla Casa, all’Urbanistica, al Patrimonio ed ai Servizi Sociali affinché Roma si dotasse di un programma per affrontare tutte le problematiche relative al diritto alla casa, eliminando alla radice i motivi che hanno portato alla vasta precarietà abitativa vissuta da decine di migliaia di famiglie di Roma”.

A Roma, nello specifico, sono decine di migliaia i cittadini in attesa: a) della pubblicazione, da oltre 1 anno, della graduatoria per le case popolari, b) della pubblicazione dell’elenco dei nuclei familiari con “morosità incolpevole” ai fini della sospensione dello sfratto, c) della pubblicazione della graduatoria per il contributo all’affitto, d) della pubblicazione degli elenchi dei beneficiari del buono casa per la chiusura dei residence, e) dell’assegnazione delle case popolari vuote, f) della continuazione del contrasto alle occupazioni illegali delle case popolari; non possono aspettare oltre, l’Unione Inquilini chiede con forza che il Sindaco nomini immediatamente il nuovo Assessore alla Casa con una delega piena e per politiche abitative strutturali abbandonando le fallimentari politiche emergenzialiste per una vera politica abitativa complessiva, programmatica ed organica, lasciando come ricordo di un passato vergognoso ogni politica emergenziale.
Insomma sulla precarietà abitativa romana piove preoccupazione, ma si respira aria di lotta.

di Isabella Borghese, giornalista

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